Elezioni. La Direzione Provinciale del PD analizza la sconfitta e riparte dai circoli

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LAMEZIA TERME. Un’analisi fredda e obiettiva del voto delle politiche del 4 marzo. Un ‘mea culpa’ chiaro e schietto per una sconfitta che è stata una vera e propria disfatta con circa un milione di voti persi in tutta Italia e finiti dritti sulle schede del Movimento 5 Stelle. A riflettere sull’esito dell’ultima tornata elettorale sono stati i rappresentanti della direzione provinciale del Pd di Catanzaro, riunitisi nella sede regionale del partito a Sant’Eufemia Lamezia.

Direzione Provinciale del PD

Ad introdurre i lavori il segretario provinciale Gianluca Cuda che ha riconosciuto la pesante sconfitta ed ha esortato il partito a recuperare il suo ruolo nell’agone politico. “Il futuro del Pd – ha asserito il segretario – riparte dalla base e dai suoi circoli che hanno fatto un gran lavoro durante la campagna elettorale insieme ai candidati. Dopo il voto del 4 marzo, il nostro Paese si mostra insicuro e impaurito. Al governo della nazione il Pd si è mostrato come una forza seria e responsabile, ma con una voce troppo debole”.

Cuda ha aspramente criticato le vicende del Pd della Campania e il coinvolgimento del figlio del governatore De Luca in un’inchiesta su un presunto giro di mazzette negli appalti dei rifiuti. “Noi siamo lontani dalla famiglia De Luca – ha commentato il segretario – clientela e familismo amorale non ci appartengono”. Non poteva mancare il riferimento al governo regionale targato Pd e guidato dal presidente Mario Oliverio a cui, secondo Cuda, “serve uno scatto di reni per riconquistare la fiducia dei cittadini”.

Dopo la relazione del segretario è seguito il dibattito in sala in cui è stato criticato il dimissionario segretario nazionale Matteo Renzi, “reo di aver ‘abbracciato’ Berlusconi”. Criticato anche il segretario regionale Ernesto Magorno, per cui alcuni si aspettavano le dimissioni, immediatamente dopo quelle di Renzi. A Magorno è stato imputato il fatto che il partito in Calabria da tempo non abbia una guida. “L’ultima assemblea regionale – è stato ricordato – si è tenuta nel giugno 2016, incontro in cui hanno partecipato in pochissimi. Continuare così – è stato rimarcato – vorrebbe dire arrivare al caos”.

La Redazione

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