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Elezioni regionali. Mario Oliverio: “Basta con la Calabria regione canaglia”

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Mario Oliverio, candidato alla presidenza della Regione Calabria, in un hotel di Gizzeria Lido ha presentato il suo programma di governo e i candidati della sua unica lista “Oliverio presidente per la Calabria”.

L’ex governatore che vanta una lunga carriera politica non ha avuto peli sulla lingua e non ha risparmiato nessuno: sia nel centrodestra che nel centrosinistra. “Faremo una campagna elettorale tranquilla. La Calabria ha bisogno di stare in campo per rivendicare i suoi diritti perché sta pagando caro i suoi gap, i suoi ritardi.

Noi – ha incalzato Oliverio – avremo un ottimo risultato che non sarà un punto di arrivo ma un punto di partenza perché abbiamo in mente un progetto che va oltre il 3 ottobre, oltre la consultazione elettorale. Le energie non valorizzate della Calabria hanno bisogno di ritrovare la bussola contro le gestioni commissariali, emanazioni di Roma. Il centrosinistra vive nei territori, nelle amministrazioni locali.  Attualmente – ha evidenziato – ci sono commissariamenti ovunque. Nella sanità, in particolare, la gestione commissariale ha prodotto solo disastri. In passato ho litigato con i commissari ma all’epoca ho trovato un muro di gomma a Roma e anche i partiti politici non mi hanno sostenuto.

Allora il primo obiettivo da realizzare è quello di rimuovere il commissariamento della sanità, una battaglia da vincere col coinvolgimento popolare. Poi bisogna liberare la Calabria dal commissariamento della politica che ha desertificato la vita democratica. Fino all’ultimo ho cercato di mantenere unito il centrosinistra ma ho trovato solo indifferenza perchè in realtà si dovevano salvare solo tre persone. Una coalizione – ha sottolineato l’aspirante governatore – non può adottare logiche personalistiche mortificando l’interesse della comunità, dei calabresi.

Il fronte dell’opposizione ad Occhiuto l’ha spaccato chi ha gestito questa fase pre – elettorale in maniera ottusa e cinica. Il Pd ha già fallito a prescindere dal risultato che farà. Per non parlare dell’amministrazione regionale in carica che non ha elaborato alcuna programmazione per i fondi del Pnrr. Dunque scendiamo in campo contro il colonialismo che soffoca la nostra terra, contro la Calabria ‘regione canaglia’, come è vista nel resto d’Italia. Noi andiamo avanti con la battaglia per affermare la cultura dei diritti: basta con la criminalizzazione della Calabria. La bussola deve essere il bene comune e non gli interessi dei singoli!”. Red.

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