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Ennesima battaglia persa per Lamezia

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Provincia concede locali per Provveditorato a Catanzaro. Armando Chirumbolo: “Non ho votato la pratica. Ormai i giochi erano fatti. Se stanno così le cose si andrà verso l’assorbimento di Lamezia da parte di Catanzaro e la storia ci insegna che l’assorbimento porta alla morte di una realtà a vantaggio di un’altra”.
Di Valeria Folino

“Non si tratta di fare un torto a Lamezia o dell’ennesima spoliazione ma solo di dare seguito ad una normativa nazionale, leggi e decreti legislativi che prevedono la sede del Provveditorato nel Capoluogo di Regione. Del resto è dal 1993 che il Provveditorato della Polizia penitenziaria è ubicato a Catanzaro”. Così cerca di smorzare i toni il consigliere provinciale Antonio Montuoro. Non sarà “l’ennesima  spoliazine” ma sicuramente  si tratta di un’altra occasione persa per Lamezia.
Sei voti favorevoli, due contrari (Giacomo Muraca e Tranquillo Paradiso) e un’astenuta (Aquila Villella). Con questa votazione sulla concessione in comodato d’uso gratuito di locali della Provincia al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria da destinare alla sede del Provveditorato per la Calabria si sono aperti i lavori del Consiglio provinciale di Catanzaro, convocato dal presidente Enzo Bruno per la giornata del 16 maggio, con 23 punti all’ordine del giorno.
“La richiesta –  ha spiegato il presidente Bruno –  è stata inoltrata dal Ministero di Giustizia  alla Provincia di Catanzaro, dopo l’acquisita disponibilità del Comune di Catanzaro alla concessione di alcuni locali siti in via Brunone di Colonia, risultati però insufficienti alle esigenze del Ministero della Giustizia.
Tale necessità ha indotto i responsabili del Ministero a richiedere la disponibilità dell’Amministrazione provinciale a dare in concessione gli spazi attigui a quelli di proprietà comunale. La Provincia di Catanzaro non ha fatto altro che prendere atto della richiesta del Ministero della Giustizia ha ribadito la disponibilità dell’immobile in linea di massima adeguato alle esigenze funzionali alla ubicazione e attiguo agli spazi messi a disposizione del Comune e questo in linea con una legge nazionale che prevede che la sede regionale del Provveditorato del’Amministrazione penitenziaria abbia sede nel capoluogo di Regione”

Ma non tarda ad arrivare il commento del consigliere provinciale nonchè consigliere comunale di Lamezia Terme, Armando Chirumbolo che da mesi si batteva con fermezza affinché gli uffici del Provveditorato fossero collocati a Lamezia: “E’ bene ricordare che la nostra città ha subito un grave torto con la chiusura del carcere cittadino, e la sede del provveditorato regionale nella città di Lamezia, rappresenta la sua naturale collocazione” aveva dichiarato Chirumbolo insieme agli altri consiglieri comunali federati di “Patto per Lamezia” , Alessandro Isabella, Massimo Cristiano e Giuseppe Paladino.
Il consigliere Chirumbolo, a seguito della seduta del consiglio del 16 maggio, è subito intervenuto in una nota commentando la vicenda come una “battaglia persa non da Lamezia, ma da Catanzaro e Lamezia” ed evidenziando come “alla luce di tali scelte, il nostro territorio sta dimostrando di essere ancora arretrato ed arroccato a concezioni antiche di sviluppo, e la semplice richiesta di alcuni uffici regionali, invero di insignificante importanza ma concettualmente significativi ove fossero stati allocati a Lamezia, è stata la riprova dell’immaturità politico-istituzionale dell’area centrale della Calabria, che ha perso l’occasione di guardare in grande al futuro e si è accontentata, ancora una volta, di restare piccola con le sue scarse vedute ed i suoi minuscoli uffici. Lamezia che ha fatto scuola in Italia fondendosi per prima in un grande Comune, ed oggi copiata altrove, continua a pagare  l’incapacità di ragionare in grande di chi è destinato ineludibilmente a perdere se non cambia il proprio modo di pensare.  Il motto Vis unita fortior, non tutti lo capiscono”. L’Avv. Chirumbolo spiega, nel suo comunicato, come insieme alla consessione dei locali sia sfumata anche un’occasione di collaborazione tra le due città calabresi.
Ormai oggi i giochi erano fatti, la maggioranza del Consiglio Provinciale di Catanzaro – stigmatizza il Consigliere – si era  espressa a favore della collocazione della sede regionale del Provveditorato di polizia penitenziaria nei locali siti nel Comune di Catanzaro, e, quindi, per protesta ho deciso di alzarmi e non votare detta pratica, perché votare un tale provvedimento, con un voto che sarebbe stato certamente contrario, avrebbe , comunque, legittimato tale decisione, che, va evidenziato, è stata presa si in ossequio di una legge, comunque superabile se si fosse voluto, ma  senza tenere in nessun conto la volontà di una popolazione, quella del  lametino, che, con il suo bacino di utenza, rappresenta la metà della popolazione dell’intera Provincia, e senza ascoltare il Consiglio Comunale della terza città della Calabria che ha votato all’unanimità per la richiesta di spostamento a Lamezia di questi uffici regionali.  Una battaglia persa, per la quale a pagare è il futuro di questo territorio, che , diversamente da come siamo stati abituati, in quanto solito battersi per mantenere ciò che viene chiuso, tolto o spostato altrove, dopo tanto tempo chiedeva a gran voce che qualcosa venisse allocato al suo interno. Lungi dal voler fare battaglie campanilistiche , che nulla servono e nulla producono, penso, comunque, che è stata gettata via una importantissima occasione che avrebbe potuto fungere da banco di prova della tanto decantata  fusione/collaborazione politico–istituzionale delle città di Lamezia e Catanzaro, che unite insieme raggiungerebbero una popolazione di 170.000 abitanti circa, attestandosi ad essere concretamente e nei fatti la prima entità territoriale della Regione Calabria e non solo sulla carta perché Capoluogo di Regione”.  

Nel mese di febbraio il Consigliere Chirumbolo si era così espresso: “Apprendo con rammarico e sommo stupore dell’incontro avuto dal presidente della Provincia di Catanzaro  con il dirigente generale del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Calabria, Cinzia Calandrino, in seguito alla richiesta avanzata dal Ministero della Giustizia per l’individuazione e la concessione di locali idonei all’ubicazione della sede del Provveditorato regionale della Polizia penitenziaria nel capoluogo di Regione.
Come avevo avuto modo di evidenziare al Presidente della provincia di Catanzaro, vi è la più che concreta possibilità di allocare il Provveditorato regionale della Polizia Penitenziaria a Lamezia Terme, stante la disponibilità in loco di strutture idonee e pronte all’uso da adibire a Sede di tali uffici regionali, soprattutto alla luce della soppressione della casa circondariale cittadina. Mi fa specie, che il Presidente della provincia di Catanzaro, nell’incontro, ha ribadito la disponibilità dell’immobile in linea di massima adeguato alle esigenze funzionali, alla ubicazione e attiguo agli spazi messi a disposizione del Comune, sempre ricadente nel territorio di Catanzaro, trascurando così la città di Lamezia che, legittimamente ha anche avanzato tale richiesta, e ricordo allo stesso che egli è il Presidente della provincia e non il Sindaco di Catanzaro. Mi fa ancor più specie che a tale incontro abbia preso parte la Consigliera lametina Aquila Villella, e non riesco a credere che proprio lei abbia potuto avvallare tale scelta a danno di Lamezia e dei lametini”.

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