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Federcontribuenti. Boom di consumatori ingannati, molti rimborsati

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La nuova frontiera delle carte revolving. Le società finanziarie sollecitano i commercianti che vendono beni con finanziamento a concedere delle carte di credito revolving ai consumatori senza informarli

Comunicato Stampa

Federcontribuenti: ”i consumatori ricevono a casa delle carte revolving senza averne fatto richiesta, questa pratica produce la radicale nullità del contratto di credito anche se il consumatore ne ha fatto uso. Numerose le sentenze che rimborsano i consumatori”’.

È nullo il contratto della carta di credito revolving stipulato in un centro commerciale durante l’acquisto di un bene determinato. Quasi il 50% delle carte di credito che si utilizzano in Italia hanno la funzione revolving (o rotativa).

Le carte revolving hanno una particolarità che se non ben chiarita al consumatore ne rimane strozzato: ”La disponibilità sulla carta diminuisce ad ogni spesa ma si ripristina con le rate pagate mensilmente, così il consumatore ha l’illusione di un fondo economico inesauribile. Ogni rata mensile comprende una quota capitale e una quota interessi. La quota capitale va a ripristinare il credito disponibile. I tassi applicati dalle finanziarie e dalle banche possono arrivare anche al 25,45% ma, è nei costi che si può superare la soglia fissata dalla Banca d’Italia e far scattare il rimborso per il consumatore”.

La magistratura e la giurisprudenza come linea generale, hanno posto sotto attenzione tale tipo di contratto, scoprendo che il tasso applicato in alcuni casi ha addirittura superato i limiti sopra indicati. Le revolving sono poi finite sotto esame anche per la mancanza di trasparenza dei contratti, che risultano infarciti di clausole vessatorie (a scapito del consumatore).

Complice la pandemia e la conseguente crisi dei redditi, molti consumatori si sono rivolti alla Federcontribuenti: ”bastano solo due rate non pagate per vedersi richiedere l’immediata restituzione dell’intero debito residuo, con aggiunta di spese (mai specificate né quantificate da contratto) e di penali eccessive. Situazione che ultimamente ha colpito molti consumatori che si sono rivolti a noi e che stiamo tutelando. Questi contratti possono essere con sentenza annullati e i consumatori possono ottenere importanti rimborsi”.

Come annullare il contratto di una carta revolving.

”Occorre affidarsi ad un legale o richiedere tutela all’Associazione prima che si verifichino situazioni di intimazione di pagamento da parte della concessionaria della carta revolving, questo per evitare spiacevoli e aggressivi recupero crediti. Come sempre vale la regola di non sottoscrivere nulla senza aver ben chiara ogni postilla del contratto, soprattutto nella parte riguardante costi accessori e penali”.