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Il fico: la pianta sacra dell’antichità spopola tra i prodotti di bellezza odierni

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Simbolo dell’estate mediterranea, pochi conoscono i reali benefici di un fiore che oggi rappresenta l’ingrediente principale della cosmesi

Presente già nella mitologia egizia, il fico è stata la pianta che per millenni ha occupato non solo le tavole dei commensali presentandosi come un succulento dessert offerto da madre natura, ma anche uno dei rimedi più ricercati ai mali più comuni.

Per gli egizi ficus sycomorus era la pianta che rappresentava l’albero cosmico simbolo dell’immortalità; il suo succo era particolarmente ricercato in quanto si credeva che conferisse poteri occulti, mentre dal suo legno si realizzavano i sarcofagi per conferire sacralità alla sepoltura.

Le piramidi di Cheope Chefren e Micerino, Egitto

Oltre ad essere presente in diverse raffigurazioni all’interno delle piramidi, il sicomoro è citato nel Libro dei morti, come l’albero da cui ogni mattina sorge il dio Ra; oltre a rappresentare la dea Hathor, chiamata anche la “dea del sicomoro”.

Anche nel mondo classico la pianta di fico è legata a svariate divinità: per i greci il nome della specie si deve ad una fanciulla, Sykè, i cui genitori diedero origine al mondo vegetale. Gli stessi associarono il fiore della pianta al culto di Dioniso e al dio della fertilità Priapo. Per i romani invece il frutto era consacrato al dio della guerra Marte; inoltre il mito vuole che i gemelli Romolo e Remo venissero trovati proprio alle radici di un albero di fico, legando la pianta alla fondazione di Roma.

Canestro di fichi – area archeologica di Pompei

Un significato contraddittorio assume invece nella corrente cristiana: se da un parte la foglia di fico rimanda alla scena del peccato primordiale di Adamo ed Eva o all’albero scelto da Giuda per la sua impiccagione, numerosi sono i passi biblici in cui il fico rappresenta la salvezza e la prosperità. Anche molti artisti rinascimentali in seguito opteranno per la pianta di fico nella simbologia associata alla croce di Gesù e quindi al concetto di salvezza.

Non tutti sanno però che il fico non produce fiori visibili e che quelli che noi chiamiamo erroneamente frutti sono siconi, si tratta in realtà di un falso frutto, i veri frutti sono composti dagli acheni, i semini presenti all’interno dei siconi. E poiché i fiori sbocciano all’interno necessitano di un processo particolare per l’impollinazione ed avviene attraverso delle speciali vespe femmina che entrano nel fico maschio per deporre le uova. Una volta all’interno, le ali e le antenne dell’insetto si spezzano e la vespa non ha più via d’uscita. Sarà la progenie femminile che scavando dei tunnel nel fiore porterà avanti il processo di impollinazione verso altre piante.

In ogni caso, si tratta di un alimento ricco di vitamine le cui proprietà benefiche erano ben note già in antichità: si passa infatti dalle proprietà antinfiammatorie per il sistema muscolo-scheletrico e gastro-intestinale, alle proprietà antiossidanti ed energizzanti. Ma le ricerche odierne virano anche su un settore commerciale che spopola nell’industria della cosmesi: l’azione fortemente emolliente. La polpa di questo carnoso fiore oltre ad essere particolarmente nutritiva, ha anche un elevato potere esfoliante proprio grazie alla presenza degli acheni, i piccoli semini che contiene, ovvero i veri e unici frutti della pianta.

Non meno importante è la nota olfattiva associata alla pianta, rendendola uno degli ingredienti principali e ambiti delle fresche fragranze dolciastre nel repertorio delle profumazioni femminili.

Dunque si tratta non solo  di cibi deliziosi che se essiccati e farciti di frutta secca imbandiscono le tavole invernali del periodo natalizio, ma anche di prodotti naturali che potrebbero entrare a far parte dell’entourage della cosmesi home made e non solo.

Felicia Villella 

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