Finite le riprese di PRENDITI CURA DI ME: intervista al regista Mario Vitale

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prenditi cura di me

Il tuo ultimo corto, AL GIORNO D’OGGI..., ha ricevuto ottime accoglienze nei festival con numerosi riconscimenti. Iniziando il nuovo lavoro PRENDITI CURA DI ME, hai sentito in qualche modo il peso delle aspettative?

No, assolutamente. A parte che il nuovo corto è stato scritto subito dopo AL GIORNO D’OGGI, abbiamo iniziato a scriverlo con Francesco Governa quasi due anni fa, quindi è rimasto lì e nel frattempo AL GIORNO D’OGGI ha fatto il suo ciclo di vita. Quindi in realtà non c’è stato un prima e un dopo: abbiamo sempre divesri progetti e diverse storie in contemporanea aperti, poi ne tiriamo fuori una adatta per quello che vogliamo fare, quello che sentiamo più giusta per quel momento. 

Parliamo allora di PRENDITI CURA DI ME: parlaci della trama, e di cosa volevi parlare attraverso la nuova storia.

La trama si basa su una ragazza che ha subito un trauma, una violenza, e grazie l’incontro con una persona la aiuterà a superarlo, guidati entrambi dalla passione per il cinema., e per i film degli anni ’80 e ’90. Questa sarà la molla che le permetterà di superare il trauma che l’aveva portata a non comunicare più attraverso la parola ma con l’utilizzo di post-it con cui scrive frasi distribuite ai suoi interlocutori.  

E questa storia ti aiuta a parlare di…?

Il tema principale è quello della rinascita, del ritorno alla vita, il film racconta il percorso e il passaggio da una fase dal trauma alla guarigione. Tutto questo attraverso il cinema: quindi cinema come terapia di vita, l’arte per aiutare a vivere. Dopotutto questa passione per il cinema è autobiografica, per me e per Francesco, è sempre stata la molla per andare avanti, per superare ogni ostacolo.

Ogni volta che fai un film è una nuova rinascita?

Si, certo, ma anche fare un film o guardarlo è come assumere qualcosa che ti fa stare bene.

Pensando alla “rinascita”, c’è comunque sempre una sorta di “rito di passaggio” nei tuoi lavori, a partire da IL TUFFO e anche AL GIORNO D’OGGI: qualche evento che segna una trasformazione, un nuovo stato dell’esistenza… Ossessioni d’autore. Il tuo lavoro: è quello di un cineasta indipendente. Qual è il tuo processo creativo, fino alle riprese?

Parte tutto da una storia. Che nasce da una pulsione interna, intima: un istinto che ti porta a fare quello che ti piace di più. C’è prima un’idea: un’immagine, un sogno, un pensiero, che poi si concretizza in un dialogo fra me e Francesco. Parliamo di quest’idea, poi come un puzzle si unisce tutto e prende forma lentamente.

Il tuo universo cinematografico è fortemente visivo, partono da immagini molto forti più che su high concept. Come lavori allora con gli attori per farli entrare nel tuo mondo?

Con gli attori è molto semplice: comunichiamo, ci parliamo, ci confrontiamo. Io gli spiego la psicologia di un personaggio e come lo vedo, poi prendo io da loro quello che loro possono dare al personaggio per fissarne una fisionomia interna ed esterna. Mi piace molto che l’attore metta le sue impressioni, le sue suggestioni. Farli entrare nel mio mondo…bè, è difficile, se fossi stato bravo ad usare le parole magari avrei scritto invece di raccontare con le immagini! Tento sempre di fargli visualizzare quello che vedo. E’ difficile però per fortuna ci sono sempre persone sensibili e ricettive. Poi è necessaria una sceneggiatura scritta bene, che tu puoi già visualizzare appena la leggi. 

In questo lavoro, ho incontrato attori straordinari: come attrici ci sono Dafne Scoccia, che si è fatta conoscere con il suo ruolo eccellente in FIORE; e Azzurra Martino vista in QUO VADO?. Tra gli attori invece  Filippo Scarafia, volto celebre per le fiction Rai IL PARADISO DELLE SIGNORE e ROCCO CHINNICI; Alessandro Cosentini, giovanissimo calabrese che adesso sta avendo riconoscimenti importanti in produzioni nazionali; per finire con l’amico lametino Pino Torcasio, che ha già lavorato in alcune serie cult.

Come e quando verrà distribuito?

Quando: sicuramente entro la primavera, al massimo per l’estate. Sul come, ovviamente attraverso i Festival: troveremo quelli più importanti e proveremo a farlo selezionare. Iniziando ovviamente con Venezia… 

Ultima domanda secca: Sorrentino o Garrone?

Sorrentino, tutta la vita.

 

Valentina Arichetta

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