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Fittante su Commissione regionale anti ‘ndrangheta: “Non condividiamo modalità delle sua presenza a Lamezia”

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Costantino Fittante - LameziaTerme.it

Costantino Fittante

Nota dell’on. Costantino Fittante

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Costantino Fittante

Comunicato stampa:

Anche noi riteniamo importante che la politica non rimanga più lontana dalla realtà e che una Commissione come quella presieduta dal consigliere regionale avv. Arturo Bova, esca dal Palazzo e si confronti con le realtà locali.

Ma non condividiamo che esce da Palazzo Campanella e si chiude nella sede di Progetto Sud.

La realtà del territorio è più complessa e la sua conoscenza non si esaurisce nell’interlocuzione a porte chiuse con sole tre espressioni associative.

Se con la presenza della Commissione nel territorio si vuole da una parte esprimere vicinanza e solidarietà alle vittime della ‘ndrangheta e dall’altra stimolare i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle categorie a rischio, ad alzare la testa, a superare la paura e la indifferenza, a schierarsi apertamente dalla parte della lotta al potere mafioso, allora ogni iniziativa deve essere aperta agli apporti di tanti soggetti e realizzarsi alla luce del sole.

Non abbiamo dubbi che questo sia l’obiettivo della Commissione. Ma proprio per questo non condividiamo le modalità che hanno segnato la sua presenza a Lamezia.

A don Giacomo, e alla sua creatura “Progetto Sud”, siamo stati sempre solidali per l’impegno innovativo sul terreno sociale e per il contributo culturali che offre con i suoi scritti. Ma nella nostra Città c’è molto altro. Ed è triste dover costatare che altre espressioni associative che operano nelle scuole e a contatto con gli operatori economici ed i lavoratori, vengano ignorati in occasione di incontri come quello realizzato mercoledì scorso.

Sono decine le scuole nelle quali si sono e si vanno realizzando progetti sulla “cittadinanza e la legalità” a cura nostra e di altre associazioni. Tutte escluse dall’incontro a quattro con il presidente Bova.

Noi del Centro, ad esempio, realizziamo percorsi di legalità e non “parate”. Ai percorsi che organizziamo, d’intesa con i Dirigenti Scolastici, aderiscono centinaia di alunni e studenti di ogni ordine e grado e partecipano esperti, studiosi e giornalisti (prof. Enzo Ciconte, prof. Francesco Forgione, on. Claudio Fava, avv. Anna Falcone, magistrati dott. Giuseppe Vitale e dott. Luigi Maffia, prof.ssa Carmela Salazar, prof.ssa Aquila Villella, dott. Gianfranco Manfredi, dott. Filippo Veltri, ecc.).

Cicli di conversazioni su specifici argomenti (la prima parte della Costituzione, storia della ‘ndrangheta, l’accumulazione illegale e l’incidenza della ‘ndrangheta nell’economia, il modo come contrastarla, ecc.) o confronti con esponenti della magistratura e delle Forze dell’ordine una ricognizione del grado di conoscenza dei ruoli di ciascuna di queste istituzioni.

 Sono numerosi, sempre ad opera della nostra associazione, gli incontri con vittime della mafia e della ‘ndrangheta e con testimoni di giustizia (on. Simona Della Chiesa, dott. Daniele Godino, on. Rosanna Scopelliti, sig. Rocco Mangiardi).

Inoltre, nei venticinque anni di nostra attività, non sono mancati e non mancano neppure momenti di incontri pubblici realizzati, spesso in sinergia con altre Associazioni Culturali, con autori per la presentazione di libri sulla mafia (Claudio Fava, Isaia Sales, i citati Enzo Ciconte e Francesco Forgione, Filippo e Veltri, Aldo Varano, Francesca Viscone, Paola Bottero, Sabrina Garofalo, Tonino Cannone, altri) o per la proiezione di film e documentari sulle mafie.

Una mole di attività realizzata con l’impegno volontario, senza alcun finanziamento o contributo da enti pubblici, tutto rigorosamente a carico dell’associazione, dei suoi soci e dei suoi sostenitori privati.

Pensiamo che un produttivo impegno di contrasto alla cultura e all’azione della ‘ndrangheta, non possa essere affidata a pochi soggetti che fanno bene a costituirsi “parte civile” nei processi e che però, me lo consentano, poco o nulla fanno per rapportarsi con le categorie imprenditoriali  e con le loro rappresentanze, con i lavoratori e i sindacati, con la Chiesa e anche con le espressioni elettive locali e con i loro movimenti politici, esprimendo sempre l’autonoma valutazione circa  i loro comportamenti sul terreno della legalità e della trasparenza. Rapporti continui che sono indispensabili per costruire un largo fronte di resistenza e di lotta alla ‘ndrangheta.

Detto questo, ci permettiamo di chiedere al presidente Bova l’organizzazione a Lamezia di un confronto pubblico e aperto sul tema della presenza e della attività della ‘ndrangheta, sui risultati finora conseguiti nell’azione di contrasto delle Forze dell’ordine e dalla magistratura inquirente, sulle ricadute che hanno avuto nella società civile, su quanto c’è da fare per liberare definitivamente la nostra città dal fenomeno.

                                                                                                                        Costantino Fittante

                                                                                                                                Pres. del Centro