Francesco De Luca, patriota e maestro venerabile calabrese

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Avvocato, intellettuale poliedrico, patriota, politico della Sinistra Storica ed esponente importante della Massoneria italiana.

Francesco De Luca nacque a Cardinale (CZ) il 2 ottobre 1811 da Martino (farmacista) e Maria Carello, i quali ebbero in totale sei figli. Crebbe in un contesto familiare colto e liberale, insofferente alla dominazione borbonica, in un ambiente impregnato di Illuminismo di scuola napoletana. Oltre a Francesco, anche  gli altri sei fratelli faranno carriera nella loro vita: Vincenzo divenne Colonnello dei Carabinieri e si distinse nella repressione del Brigantaggio (1863 – 1870),  Domenico oculista, Sebastiano chimico, Giuseppe Maria geografo e socio dell’Accademia dei Georgofili e infine Eugenio docente presso l’Accademia Militare della Nunziatella a Napoli.

Diplomatosi sicuramente presso il prestigioso liceo Galluppi di Catanzaro, De Luca si trasferì a Napoli dove conseguì la laurea in Fisica (1832) e in Giurisprudenza (1835). Qui apprenderà i primi rudimenti politici del movimento liberale mazziniano per conseguire l’Unità nazionale grazie alle amicizie con patrioti del calibro di Camillo De Meis, Carlo Poerio, Luigi Settembrini e Francesco De Sanctis. Tornato a Catanzaro, fu insegnante privato a titolo gratuito di molti giovani indigenti, avvocato nella sezione finanziaria presso la Gran Corte Civile della Calabria nonché Decurione (consigliere comunale) della città e a Roma patrocinatore presso la Corte di Cassazione, sempre per il ramo economico e commerciale.  Scrisse opere di metrologia, economia, matematica (un nuovo sistema di logaritmi) una Monografia metrica sulla città di Catanzaro e le Memorie economiche sui boschi, fiere e mercati (1846). 

Francesco De Luca nel 1860 circa

De Luca patriota e fratello massone

Quando scoppiò quella che la storia ricorda come la I Guerra d’Indipendenza (1848), De Luca si trovava a Napoli, dove difese le barricate innalzate dai popolani presso la chiesa di Santa Brigida. Nel 1849 si mise a scrivere la prima parte di un’opera patriottica, Della educazione politica de’ popoli del Regno di Napoli, che poi non concluderà mai, le cui bozze, assieme alla detenzione di materiale propagandistico anti borbonico gli costò il carcere nel 1849 prima e nel 1852 dopo, esperienza che condivise con i fratelli Vincenzo e Domenico. Nel 1853 De Luca andò in volontario esilio per qualche tempo a Parigi.

Quando Giuseppe Garibaldi intraprese la spedizione dei Mille (1860 – 1861), De Luca gli fu accanto come stretto collaboratore, proponendo al Nizzardo, già dittatore dell’ormai ex regno borbonico, una soluzione federalista per il nuovo Stato italiano, auspicando che a Napoli sarebbe dovuta nascere una Camera del Meridione che avrebbe accompagnato le provincie meridionali ad una graduale fusione nel nuovo regno, evitando così la soluzione plebiscitaria.

Sempre nella città partenopea nel 1862 intraprese la scalata nella Massoneria iscrivendosi dapprima alla Sebezia, poi alla Dante Alighieri e infine alla Masianello, forse su suggerimento dell’Arciprete d’origine calabrese Domenico Angherà già Gran Maestro.

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Quando il Gran Maestro del Grand’Oriente d’Italia Giuseppe Garibaldi si dimise nel 1864, volle De Luca come successore, in un primo tempo da reggente e poi da Gran Maestro dal 1865 al 1867, auspicando che con la gestione di De Luca si fosse rinsaldata l’unità della Massoneria sopratutto nella lotta per liberare Roma dal Papato e renderla finalmente Capitale del nuovo regno italiano. Sicchè De Luca patrocinò una riunione a Firenze nel 1864 delle diverse Logge massoniche italiane di diverso Rito che operavano fino a quel momento, auspicandone una fusione che rispettasse però le specificità di ognuno e ammettendo anche candidati dichiaratamente cattolici e socialisti. Per questo motivo ebbe un grave scontro verbale col poeta Giosuè Carducci, contrario a queste aperture, essendo egli convintamente anticattolico e intransigente nazionalista. Nel 1866 De Luca convinse 7 diverse obbedienze massoniche italiane a riunirsi ad Atene per fondare il Centro Massonico di Atene che già l’anno successivo acquisì autonomia rinominandosi Grand Oriente Ellenico.

Cardinale (CZ), oggi
Photo tratta da www.ucversanteionico.it

De Luca deputato per la Sinistra storica

Dalle prime elezioni politiche post unitarie del 1861 e per i restanti 15 anni De Luca sarà ininterrottamente eletto deputato in svariati collegi, ma lui scelse sempre di rappresentare il collegio elettorale di Serrastretta (CZ), per il quale, inutilmente, si spese nel 1869 affinché da li potesse transitare la costituenda Strada Statale n.19 delle Calabrie che partendo da Soveria Mannelli voleva che transitasse per Decollatura – Serrastretta – Pianopoli – Maida, tutti paesi del lametino in provincia di Catanzaro ma che De Luca non riuscì a concretizzare per l’opposizione del potentissimo deputato e ministro lametino Giovanni Nicotera che impose il tratto stradale Soveria Mannelli –  Decollatura – Platania – Nicastro (oggi Lamezia Terme) – Maida.

Nonostante questo smacco, De Luca fu sempre uno dei politici meridionali più importanti nelle prime legislature del nuovo regno italiano per la Sinistra Storica assieme ad altre insigni personalità calabresi quali Bruno Chimirri, Benedetto Musolino, Luigi Miceli, Francesco Stocco. Divenne così potente nell’Emiciclo che dal 1863 De Luca controllò circa un centinaio di deputati, chiamati deluchisti con cui fu disposto a votare individualmente proposte di legge a favore del Meridione da parte della nuova maggioranza parlamentare ricordata come Destra Storica (1861 – 1876), decisione questa che gli fruttò nel 1866 la vice presidenza della Camera dei Deputati.

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La morte e il ricordo postumo

De Luca, da sempre esponente della estrema Sinistra con tendenze socialiste, morì improvvisamente a soli 67 anni a Napoli il 2 agosto 1875. Per sua espressa volontà volle essere tumulato nella natia Cardinale (CZ), inizialmente nella chiesa di San Nicola. Ma visto che egli fu esponente di spicco della Massoneria, l’Arcivescovo di Catanzaro del tempo, Monsignor Raffaele De Franco ordinò che fosse tumulato presso il cimitero cittadino senza esequie religiose.

A Francesco De Luca sono state intitolate delle vie a Serrastretta e a Palermiti, entrambe in provincia di Catanzaro, mentre la natia Cardinale gli ha intitolato una piazza ove è presente un busto realizzato dallo scultore originario di Mongiana (VV) Salvatore Pisani (1859 – 1920).

M. S.

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