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Fronte Meridionale: si sottoscriva un piano di sviluppo per il Mezzogiorno

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La provocazione del Fronte Meridionale alla politica


Comunicato Stampa

Ancora una volta assistiamo all’ennesima strumentalizzazione della causa meridionalista: in tanti (troppi) si dichiarano meridionalisti, indipendentisti e addirittura scomodano impropriamente la figura del nostro patriota, l’eroico brigante, solo per mascherare la vera ideologia politica che, fortunatamente, alla prima occasione esce fuori.

Osserviamo con molta attenzione e preoccupazione a due appuntamenti elettorali importanti per il nostro Popolo: le comunali di Napoli e le regionali in Calabria.

Analizzando i due contesti politici non ci sono dubbi che emerga il problema principale nell’aver individuato i nemici interni, i falsi sostenitori della nostra causa pronti a schierarsi e favorire ancora una volta le vecchie ideologie del passato per le quali nutrono tanta nostalgia.

A loro basta un semplice e consueto alibi: una figura autoritaria e giustizialista che finge di riportare ordine in una Terra devastata da noi (così come ci vogliono far credere) e non dai giochi di potere dei partiti italiani che incrementano gli incassi degli imprenditori del Nord e favoriscono redditi e infrastrutture nelle loro Terre.

E lo fanno indisturbati perché si avvalgono del tradimento dei politici locali.

Prendiamo per esempio Napoli che per la prima volta, oltre agli schieramenti appartenenti alla vecchia politica, ha un candidato sindaco vero meridionalista, Gino Giammarino il quale ha fatto una scelta coraggiosa ma utile alla nostra ideologia perché porta allo scoperto i falsi meridionalisti che, invece di fare quadrato intorno alla sua figura, preferiscono sostenere i loro politici di riferimento che garantiscono loro posti di lavoro, appalti e l’accesso nei salotti che contano.

In Calabria la situazione non cambia anzi peggiora perché i meridionalisti sono in balia della politica che continuamente si sta prendendo gioco di loro attraverso falsi profeti, finti meridionalisti e scappati di casa che promettono loro un piatto di fagioli.

Un semplice piatto di fagioli in grado di far vacillare, in un nano-secondo, la loro mai attecchita identità e il falso amore per la nostra Terra e così gli amici diventano nemici, nascono le rivalità perché il “dividi et impera” funziona sempre e la politica italiana vince soffocando sul nascere contesti che non sono controllabili.

Tutto questo sta danneggiando la nostra causa, questi signori non si sono accorti che la Lega Nord in Calabria siede negli scranni più alti del consiglio regionale e grazie ai politici che stanno appoggiando ci rimarrà per altri 5 anni. Quale sarà l’azione di contrasto dei falsi meridionalisti a quest’ennesimo scempio? Nessuna.

L’impegno del Fronte Meridionale sarà più arduo: svolgiamo senza sosta un doppio lavoro di contrasto contro le lobby del potere che opprimono le terre meridionali e contro i nemici interni.

Il secondo obiettivo è più importante perché i nemici interni sono invisibili, ambigui e possono annidarsi ovunque anche all’interno della nostra famiglia, tanto che la nostra attività di “individuazione nemici interni” ci ha portato a “sabotare” l’azione di alcuni di essi che stavano preparando l’ennesimo tradimento alle spalle di chi  ha fatto, dell’amore per nostra Terra, una ragione di vita.

Allora vediamo chi ha il coraggio di raccogliere la provocazione e l’invito del Fronte Meridionale: tutti vogliono impegnarsi per risollevare le sorti della nostra Terra ed ora abbiamo l’occasione per dimostrarlo.

Siamo quindi pronti a riconoscere che il popolo meridionale è stato abbandonato dalle istituzioni, umiliato dalla stampa, dalle tv nazionali e deriso dalla politica razzista tosco -padana?

Siamo pronti a sottoscrivere un piano di sviluppo per il Mezzogiorno?

Solo cosi si può discutere concretamente con un’azione chiara che ci permetterà di far capire alle vere anime meridionaliste da che parte stare.

Abbiamo bisogno di gestire noi le nostre risorse i cui profitti vanno ad arricchire le grasse tasche degli imprenditori del Nord.

Dobbiamo dire stop all’emigrazione sanitaria, a quella scolastica, a quella di braccia e menti che vanno ad incrementare terre “straniere”.

Diamo il via anche ad iniziative economiche che ad oggi, insieme al comprare prodotti di aziende locali, possono essere una delle strade percorribili per toglierci dalla condizione di colonia.

Il Fronte Meridionale
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