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Gianturco condannato per maltrattamenti

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Mimmo Gianturco - LameziaTerme.it

Condanna a 1 anni e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia nei confronti del Consigliere Domenico Gianturco. Il suo primo commento su Facebook.


di Valeria Folino
gianturco maltrattamentiLa notizia è stata riportata, nella giornata di ieri, anche sul “Quotidiano del Sud”.
Il Tribunale di Lamezia Terme ha emesso una sentenza di un anno e quattro mesi nei confronti del Consigliere Comunale Domenico Gennaro Gianturco.
Il 35enne Gianturco sarebbe stato denunciato dalla ex moglie ai Carabinieri per maltrattamenti in famiglia: i fatti risalirebbero al periodo da novembre 2007 a marzo 2009.
Secondo le accuse Gianturco avrebbe tenuto una condotta incline alla violenza (con vessazioni fisiche, aggressioni con percosse nel 2007 e nel 2008) e psicologiche, denigrazioni ed umiliazioni“.
Questo si legge nell’articolo uscito ieri sul “Quotidiano del Sud” a firma di Pasqualino Rettura, giornalista che si occupa prevalentemente di cronaca giudiziaria e cronaca nera e che spesso ha seguito inchieste delicate nella città di Lamezia Terme.
Il Giudice Monocratico del Tribunale di Lamezia Terme – dott.ssa Rossella Prignani depositerà entro 60 giorni le motivazioni della sentenza, contro la quale il Consigliere avanzerà ricorso in appello secondo quanto riportato dal Giornalista del Quotidiano.

In merito alla vicenda il Consigliere Gianturco ha così commentato sulla propria pagina facebook:

«Sì è vero, 10 (DIECI) anni fa ho affrontato una separazione matrimoniale difficile, con forti contrasti sfociati poi in querele da ambo le parti. C’era di mezzo mio figlio, che entrambi amiamo tantissimo, e la tensione era alle stelle…
Con il passare delle settimane però, io e la mia ex moglie, nonostante la nostra giovanissima età, abbiamo capito che farci la guerra non era la strada giusta e abbiamo ritirato le varie denunce fino a decidere di fare una separazione consensuale.
Però alcune cose le abbiamo capite con un po’ di ritardo tanto da arrivare ugualmente in aula di tribunale.
Io confido nell’operato della magistratura ma, nonostante mancassero poche settimane alla prescrizione e soprattutto dopo l’avvenuta remissione di querela da parte della mia ex, ho subito ugualmente una condanna in primo grado sì, ma sono sicuro che in appello dimostrerò la mia innocenza e la realtà dei fatti.
Infine volevo ricordare ai miei avversari politici e a quelli che in queste ore si divertono a fare chiacchiere sulle mie vicende personali, che i gradi di giudizio sono 3 e che si è colpevoli solo dopo l’ultimo grado.
Il confronto fra UOMINI e DONNE che si occupano di politica, si deve svolgere su idee, programmi e progetti (cosa che io ho sempre fatto) e non sulle vicende personali di ognuno di noi. Questi atteggiamenti infamanti qualificano solo chi li assume.
Sapete cosa mi fa ridere? Che io oggi organizzo corsi di autodifesa personale per le donne insieme a professionisti del settore, partecipo a gruppi di studio per le pari opportunità, mentre alcuni fanno facile ironia sui miei problemi personali tentando di specularci politicamente, e sono gli stessi che si limitano a partecipare a statiche fiaccolate e a preparare retorici comunicati stampa.
Sappiate inoltre che la vita è una ruota che gira e tutti possono trovarsi in tristi situazioni. Oggi tocca a me, domani non si sa…
Ah dimenticavo… Io continuerò la mia battaglia sempre e comunque, nonostante questi squallidi personaggi».