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Giornata Mondiale della Salute mentale: open day all’SPDC Lamezia Terme

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Il responsabile di reparto del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura del nosocomio lametino, direttore f.f. dott. Michele Rossi, lancia un appello alla cittadinanza e alle istituzioni

In occasione della Giornata Mondiale della Salute mentale il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme apre le porte del proprio reparto allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza nei confronti di una realtà spesso trascurata: la cura della mente.

E’ da riconoscere, in tempi non sospetti, a Giovenale l’allusione alla necessità di un equilibrio psicofisico perché il corpo non risentisse dei disagi della mente: famosa è la locuzione latina “Mens sana in corpore sano” tratta dalle sue Satire. 

Equipe medico sanitaria SPDC Lamezia Terme

E se da una parte già gli antichi erano stati in grado di trovare una stretta relazione tra la sanità mentale e quella corporale, lo stesso discorso non può essere fatto ai giorni nostri: i tabù che rilegano i disagi mentali di qualsiasi natura alla pazzia spesso costringono a non accettare l’aiuto di specialisti che potrebbero alleviare sofferenze che si ripercuotono soprattutto sulla quotidianità.

Sembra, però, che una svolta sia stata intrapresa dalle nuove generazioni che sentono il bisogno di affidarsi alle cure di specialisti, sdoganando un dogma che da decenni ha rappresentato una vera e propria zavorra sociale. Ne abbiamo parlato con il responsabile di reparto del nosocomio lametino dott. Michele Rossi.

Oggi è la Giornata Mondiale della Salute mentale, nei quasi 30 anni dalla sua istituzione, in che misura possiamo parlare di sensibilizzazione su questo tema?

Io credo che aver istituito questa giornata abbia effettivamente portato ad una maggiore sensibilizzazione verso una tematica che è sicuramente difficile, come la patologia mentale, che in realtà include anche il concetto di benessere e di qualità di vita di ciascuno di noi. Certo la sensibilizzazione c’è stata, ma non nella maniera in cui molte altre discipline sono state attenzionate; c’è tanto pregiudizio, tanto stigma. Oggi molte persone si rivolgono a me, psicoterapeuta, non perché si ritengano matti, ma a causa di un problema esistenziale. Non si tratta di persone di serie b, ma di persone che hanno bisogno di aiuto e che nel contempo possono godere di una inclusione sociale totale. Queste situazioni si scoprono soprattutto tra i giovani, al contrario dei più attempati che ancora guardano alla nostra professione con estrema diffidenza. Oggi il concetto è stato sdoganato; negli anni ’70 e ’80 se ci si recava dallo psichiatra si era considerati matti, fortunatamente non è più così: basti pensare anche solo alla gestione professionale degli attacchi di panico, per citare una sintomatologia abbastanza comune. “

Qual è l’attenzione della classe politica nei confronti di questa disciplina e in che misura la Regione Calabria prende provvedimenti in merito?

La classe politica non guarda alla psichiatria come dovrebbe fare, abbiamo molte carenze: da requisiti strutturali e organizzativi, al fabbisogno. Non abbiamo più figure come lo psicologo o l’assistente sociale, siamo ridotti al solo organico composto da staff medico, infermieri e operatori socio sanitari.  Non voglio con questo polemizzare, ma la carenza di personale è tangibile, come anche quella di arredo adatto alla patologia mentale, che è imprevedibile, non ci sono dubbi a riguardo, ma proprio per questo sarebbe necessaria una maggiore conoscenza di questa realtà. Invece, l’atteggiamento adottato dalla classe politica è più evitante che di consapevolezza del problema. Il nostro reparto ha una ricaduta a livello regionale molto bassa, confrontata ad altri reparti e considerando che, in realtà, noi non costiamo nulla: non abbiamo bisogno di strumentazioni, macchinari o laboratori. Io credo che non si investa per quanto sia necessario, è da qui l’importanza dell’istituzione di questa giornata.

Le pongo ora una domanda forse scontata, quanto la pandemia ha influito sullo stato mentale: possiamo parlare di aggravamento di vecchie patologie in alcuni soggetti e l’insorgenza di nuove?

Molti pazienti in base alla patologia hanno risposto in maniera differente: ad esempio un soggetto agorafobico durante il lock down ha trovato sicuramente beneficio dal distanziamento sociale, ma una volta sopraggiunta la tanto agognata apertura si è trovato di fronte ad una non elaborazione del problema. Anche nei pazienti affetti da schizofrenia l’impatto è stato catastrofico e il numero dei soggetti affetti è aumentato. Ci sono fasce maggiormente colpite che sono quelle giovani, adolescenziali e della prima adultità, soggetti che nel tempo hanno più resilienza e capacità di recupero rispetto all’adulto.”

Vogliamo concludere con un appello?

Mi auguro che iniziative come quelle di questa giornata possano ridurre i pregiudizi e lo stigma nei confronti dei pazienti affetti da patologia mentale. Si deve mirare ad una cultura da migliorare non solo sul territorio lametino, ma su tutta l’ASP di Catanzaro e oltre. Spero che questa giornata non sia isolata, anzi sia da incipit alla creazioni di giornate ad hoc a livello comunale, provinciale e regionale perché si accenda un focus sulla patologia mentale. Un altro appello accorato che voglio fare è questo: mi auguro che col tempo ci sia una maggiore inclusione dei pazienti affetti da patologia mentale senza etichettarli, perché il giudizio accentua la patologia, così come infastidisce chiunque altro.

Una maggiore consapevolezza del proprio benessere mentale è alla base del vivere bene quotidiano, sarebbe così opportuno che ci si ponga con una adeguata apertura verso tale tematica, che non riguarda solo un gruppo ristretto di soggetti, ma che in realtà potrebbe interessare chiunque. E’ per questo che l’attenzione verso la salute mentale deve essere esteso non solo alla cittadinanza, ma anche alle istituzioni tutte, le uniche in grado investire realmente.

Felicia Villella