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Green pass: inoltrata al sindaco di Lamezia formale istanza disapplicazione

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Come promesso, per conto del coordinamento Italexit con Paragone regione Calabria, abbiamo inoltrato tramite posta elettronica certificata, formale istanza di disapplicazione green pass a tutela dei lavoratori, presso tutti gli enti pubblici presenti sul territorio regionale, quindi anche al Sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro

Comunicato Stampa

L’istanza è stata sottoscritta dal coordinatore regionale, coordinatori provinciali, coordinatori di sezione, responsabili organizzativi, dipartimento cultura e legale del partito.

L’iniziativa è basata sul contrasto palese che appare fra i decreti legge n. 105/2021, 111/2021 e 127/2021 che introducono l’obbligo di green pass per l’accesso a servizi ed al lavoro ed il Regolamento UE 2021/953 che istituisce e norma a livello comunitario per tutti gli stati membri il funzionamento delle certificazioni verdi digitali Covid19 e che al considerando n°36 così recita: “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate. Pertanto il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione o per l’utilizzo di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati

L’obiettivo è quello di rendere ufficialmente edotti, di tale contrasto funzionari e dirigenti di organi ed enti dello Stato che entrano in azione nell’ attuazione dei decreti legge, informando loro delle gravi responsabilità anche penali nella loro veste di datori di lavoro, invitando gli stessi, nel rispetto della gerarchia delle fonti, a disapplicare le norme interne, sulla base di un obbligo di disapplicazione risultante da dettagliata giurisprudenza comunitaria e nazionale.

La nostra è una repubblica fondata sul Lavoro (art. 1 Costituzione), essendo il lavoro un diritto che difenderemo ad oltranza, si rammenta anche l’art 28 ovvero:”I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici“.

La certificazione verde non rappresenta uno strumento sanitario, bensì un atto discriminatorio che viola le libertà individuali e che colpisce anche il lavoro.

La nostra battaglia continuerà ad oltranza fino a quando la certificazione verde non verrà ritirata.

Massimo Cristiano
Coordinatore regionale Italexit con Paragone

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