LameziaTerme.it

Il giornale della tua città


Guccione sull’approvazione del Piano antincendi boschivi 2021

3 min read
Carlo Guccione

Carlo Guccione

“Peccato che molte cose rimarranno scritte solo sulla carta”

Comunicato stampa

«La Giunta regionale, con Delibera numero 181 dell’8 maggio 2021, ha approvato il “Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2021”.  Peccato che molte cose rimarranno scritte solo sulla carta visto che, ad esempio, pare che ancora non siano state attivate le procedure per l’acquisto dei dispositivi individuali di protezione per gli operatori addetti allo spegnimento. Nel Piano è prevista la somma di € 869.565,22 per dotazioni di sicurezza e da lavoro, dispositivi di protezione individuale per operatori AIB. I lavoratori devono essere messi in condizione di operare nel miglior modo possibile, sono esposti a enormi rischi e per poter lavorare in sicurezza devono avere mezzi adeguati, indossare il giusto equipaggiamento e specifici dispositivi di protezione individuali».

È quanto afferma il consigliere regionale del Partito democratico, Carlo Guccione, che ha inviato un’interrogazione al presidente della Giunta regionale, Antonino Spirlì, per fare chiarezza sul “Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2021”.

«Tanti i dubbi, numerose le questioni rimaste ancora senza soluzione. Nel Piano – specifica il consigliere Guccione – viene riportato che “le squadre saranno considerate operative solo dopo che tutti i componenti saranno stati dichiarati idonei ai sensi del D.Lvo. 81/2008 e s.m.i., dotati dei D.P.I conformi e di attrezzature per lo spegnimento…”. Ma corrisponde al vero che, a che a far data dal 30 giugno 2021, l’azienda Calabria Verde sarà priva di medici competenti tramite i quali sottoporre i lavoratori ad un giudizio di idoneità positivo all’AIB?»

Nel Piano viene specificato che i requisiti indispensabili per poter ritenere un operatore AIB idoneo a intervenire nell’attività di estinzione degli incendi boschivi sono: aver ricevuto da un medico un giudizio di idoneità positivo all’AIB; avere a disposizione e utilizzare gli idonei DPI per l’attività AIB (Tuta ignifuga, guanti, casco, occhiali, maschera o semimaschera con filtri idonei AIB, stivali- cinturone in cuoio o in tessuto ignifugato).

Nell’interrogazione, però, il consigliere regionale Carlo Guccione chiede se «è vero che l’ultimo acquisto da parte di Azienda Calabria Verde di dispositivi di protezione individuale per operatori AIB risalga al 2014 con consegna il 2015? Un intero capitolo del Piano è dedicato alla sicurezza e alla formazione degli operatori, vengono evidenziati i principali rischi a cui l’operatore AIB è esposto. Poi però non si pensa realmente alla loro sicurezza: non sono ancora stati acquistati i Dpi, nonostante siano stati previsti circa 870 mila euro e l’azienda Calabria Verde pur avendo ricevuto dalla Regione Calabria un finanziamento di 500 mila euro per l’acquisto di mezzi antincendio pare che ancora non abbia provveduto a completare le relative procedure di gara. Procedure ferme – specifica nell’interrogazione Carlo Guccione – nonostante nello stesso Piano si ammette che “nel corso degli ultimi anni tutto il servizio ha risentito sia della mancanza del numero necessario di autobotti per sopperire all’intera richiesta progettuale, sia della mancanza di un idoneo numero di mezzi di trasporto collettivo, preferibilmente dotati di modulo antincendio, per garantire gli interventi degli addetti nelle svariate circostanze”.

La sicurezza sul lavoro non ha prezzo – conclude Carlo Guccione – e non possiamo perdere altro tempo. Questi operatori lavorano in condizioni difficili, l’attività antincendio boschivo si svolge in un ambiente che espone gli operatori coinvolti al rischio di infortuni e di malattie anche molto gravi. Nella gestione delle emergenze rischiano ogni giorno la loro vita e dalla sicurezza e professionalità di questi operatori dipende anche la sicurezza delle persone presenti ad esempio sul luogo dell’incendio. La sicurezza sul lavoro non ammette ritardi, bisogna agire al più presto per evitare l’aumento degli infortuni e il dramma delle morti sul lavoro».