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‘I juachi ‘i ‘na vota: ‘I stacci

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i stacci

I juachi ‘i ‘na vota ca nun custavanu nenti

Sono di pietra piatta della grandezza giusta ad essere contenute nel palmo della mano, erano lo strumento per ‘u juacu di stacci.

Il gioco si svolgeva con due, tre o quattro partecipanti, si lanciava una pietra rotonda, che fungeva da pallino e ‘a staccia o ‘i stacci cchjiu vicini fhacianu ‘i punti.

In sostanza era il gioco delle bocce dei poveri, dove le bocce erano sostituite da pietre piatte e da una pietra rotonda. Era un gioco per dilettanti, senza le regole dei campionati per professionisti delle bocce. Una chicca, si usava dire ‘va a jiucari alli stacci’ quando veniva detta una corbelleria. Iju ‘i stacci mia ‘i tinia custodite meglio di un tesoro.

Il mio professore di lettere Tallarico ci spiegava che la parola ‘staccia’ proveniva dal greco e che in alcune località Calabresi, veniva chiamata “stracu”.

Tale ‘stracu’ era la pietra sulla quale veniva scritto il nome del denunciato e da ciò il termine ‘ostracismo’.

Francesco Domenico Mete