I Partigiani della Scuola Pubblica sulle conciliazioni finite male

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I Partigiani della Scuola Pubblica

I “Partigiani della Scuola Pubblica” evidenziano le iniquità della mobilità coatta dell’anno scolastico 2016/17 individuabili nelle centinaia di conciliazioni finite male e considerano « un disastro le assegnazioni dei docenti alle cattedre nelle scuole».

Il Miur, d’accordo con i sindacati, invece di ributtare per aria gli esiti dei trasferimenti, ha introdotto le conciliazioni rivelatesi un errore anche per gli stessi sindacati.

Infatti – secondo i “Partigiani della Scuola Pubblica”-  non si è tenuto conto del fatto che i posti, assegnati ai trasferiti, avevano coperto tutto il fabbisogno del sud, i cui ambiti erano stati posti nella domanda degli interessati come prima preferenza.

Ora gli insegnanti, vittime di errori riconosciuti dallo stesso Miur, devono disattendere le loro aspirazioni  perché a chi era stato assegnato all’ambito di Milano è stato proposto, ad esempio, quello di Bologna, a chi era stato assegnato Firenze è stato proposto Pavia e via discorrendo: soluzioni che non risolvono ma complicano la situazione dei “conciliati”.

Poiché i posti già assegnati non sono stati messi in discussione, in assenza di altri posti,  i conciliati meridionali con figli disabili ora rischiano di doversi licenziare per impossibilità di soddisfare le assurde condizioni imposte loro. In tale stato si trovano una cinquantina di maestre assegnate alle scuole elementari di Pavia, che, per i figli disabili, non possono rimanere fuori sede.

Ma – sempre per i “Partigiani della Scuola Pubblica-  si registrano anche altri effetti devastanti nell’ambito della mobilità e dell’organico depotenziato. Infatti qualche dirigente scolastico, non sapendo cosa far fare ai docenti di potenziamento durante l’anno,  “dispone” e comunica, come atto unilaterale nel Collegio dei docenti, che gli insegnanti di vecchio ruolo dovranno cedere ore ai neoassunti.

«Attribuire ore di insegnamento curricolare a docenti di potenziamento, sottraendole al personale già in servizio – per i “ Partigiani” –  costituisce un evidente danno erariale, perché ogni docente in servizio su posti comuni deve svolgere necessariamente 18 ore di insegnamento per contratto, e sullo stesso monte ore di servizio non si può prevedere l’inserimento di un ulteriore docente».

Pertanto diventa una scelta illegittima farli lavorare su cattedre già destinate ad organico apposito preesistente, ripartendo tra tutti le ore di supplenza,  un atto che dimostra palesemente l’incapacità di gestire in modo efficace, efficiente ed economico il personale assegnato.

«Adesso –sostengono i Partigiani della scuola pubblica”-  molti dirigenti, che non hanno contrastato la legge 107/2015, «avranno belle gatte da pelare, per la loro ritrosia nel manifestare le gravi responsabilità e inefficienze del Miur».

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