Nasce Il Patto Sociale, per una Lamezia che deve ripartire dal Bene Comune

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A Lamezia nasce Il Patto Sociale, un nuovo movimento politico e sociale promosso dagli ex consiglieri comunali del Cdu Giancarlo Nicotera, Pasquale Di Spena ed Enrico Costantino.

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Il Patto Sociale

A far parte del nuovo sodalizio anche l’ex presidente della Multiservizi Giuseppe Costanzo, l’ex assessore della giunta Mascaro Simone Cicco ed il giovane professionista Alessio Filippone.
Patto sociale è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in un hotel del centro. Agli operatori dell’informazione è stato spiegato il simbolo del movimento formato da un sole che nasce che rappresenta la tanto agognata rinascita di Lamezia dopo il terribile colpo del terzo scioglimento per mafia.
Nel simbolo anche due mani che reggono la città da una parte e una bilancia dall’altra: le mani sono espressione di accoglienza e solidarietà; la bilancia di equità e legalità.
Motto del movimento è, infatti, “legalità, sviluppo e solidarietà”. Gli esponenti della nuova compagine socio-politica hanno spiegato di essere ancora un soggetto in embrione, quindi in continuo divenire.
Un punto di riferimento per i lametini che devono superare questo momento di profonda e complessa crisi. Obiettivo primario per l’intera comunità è quello di “raccogliere i cocci e ripartire, di non cedere alla disperazione, di non farsi sopraffare dallo scoraggiamento”.
Sullo scioglimento dell’ente è stata fatta una considerazione ben precisa: “Non accettiamo la teoria del Lombroso secondo cui il lametino nasce delinquente – hanno commentato gli esponenti del Patto sociale – Certo per le prossime elezioni si dovrà fare molta attenzione con i candidati.
Avere molte liste non è segno di democrazia ma è solo una caccia forsennata al voto”. Perché Lamezia risalga la china “c’è bisogno di una politica sana, di un nuovo fervore da parte del singolo cittadino e dell’intera comunità che vuole operare per il bene comune”.

Nel programma del Patto sociale non manca l’attenzione ai giovani “che devono trovare le giuste condizioni per mettere radici nella città dove sono nati e da dove non devono scappare via”.
Incalzati dalle domande dei giornalisti, così gli esponenti del Patto sociale hanno risposto alla domanda sulla valutazione dell’operato dei commissari prefettizi.
Quando si sopprime un evento, si chiude una struttura pubblica come un teatro o uno stadio, la città si impoverisce. Si sopprimono gli eventi e con essi si chiude la porta alla cultura, alla socialità e anche all’economia che gli eventi in questione mettono in moto”.

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