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Il trionfo dei cinecomics: Avengers Infinity War è in sala

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Arriva sugli schermi italiani, qualche giorno prima che su quelli d’oltreoceano, Avengers Infinity War, il diciannovesimo capitolo della macrostoria che i Marvel Studios stanno mettendo insieme con l’universo condiviso della Marvel.

Già l’impresa di aver fondato un “universo condiviso” è fondamentale: tanti film in cui si raccontano storie di personaggi differenti ma tutte ambientate nella stessa realtà, con avvenimenti che si influenzano gli uni con gli altri, da film a film. Infatti è proprio un personaggio che ha attraversato diversi film della Marvel, ovvero Thanos, ad essere il protagonista di Avengers Infinity War: un cattivo a tutto tondo, che sta rubando le sei gemme dell’infinito da ben dieci anni… visto che è apparso, prima di ora, in tutte le famose scene post titoli di coda di tutti i film dei Marvel Studios, “annunciando” in qualche modo quello che sarebbe stato uno dei loro film più importanti.

E il pubblico ha reagito, davanti a tutti questi stimoli: perché il film in Italia ha incassato ben quasi tre milioni di euro nella sola prima giornata di programmazione, piazzandosi al terzo posto dei migliori incassi d’esordio degli ultimi vent’anni (al primo posto Quo Vado di Checco Zalone con 7.3 milioni, al secondo Harry Potter e i Doni Della Morte pt. 2 con 3.1 milioni): facile prevedere che il blockbuster dominerà le classifiche con numeri storici.

Ma anche al The Space di Lamezia file viste di rado: forse con la complicità del 25 aprile, ma stranamente se si considera il bel tempo soleggiato fuori (i due fattori -vacanza e tempo- che incidono di più sui botteghini cinematografici), lo spettacolo di Avengers Infinity War era sold out in tutti e tre gli slot di programmazione, con una sala (di 2000 posti) stipata all’inverosimile, con pubblico in fila e poltrone occupate dalla prima all’ultima, letteralmente, con un pubblico vario e variegato: dal “nerd” più incallito che accompagna la visione con pacchi di popcorn formato famiglia e seconda porzione di tacos, fino al bambino di età quasi prescolare (e che forse poco apprezzerà la portata morale del film, rimanendo anzi smarrito difronte ad un finale così aperto dove il “cattivo” vince… perché la storia proseguirà l’anno prossimo con il suo sequel già girato).

E come è stato fatto notare da alcuni critici, il film con la regia dei fratelli Russo ha riportato un altro fattore importantissimo: ovvero il cinema come rito collettivo, un momento in cui il pubblico si riunisce per vivere la stessa emozione nello stesso momento, condividendo l’emotività trasmessa dall’opera cinematografica… cosa che non accade da moltissimo tempo, per colpa dell’avvento del web che ha monopolizzato l’attenzione e azzerato l’attesa e le novità.

 

Valentina Arichetta