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Intervista a Marianna Leone per l’uscita di “Libera” il suo singolo

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È online il primo singolo della giovanissima cantautrice lametina che si affaccia con il suo “Libera” sul mercato discografico.

Come nasce il tuo primo singolo? Da dove sono uscite le parole e come hai composto la musica?
Il brano è nato quasi per caso. Una sera d’estate guardavo in tv un’intervista a una ragazza che era fuggita dalla propria terra ed era arrivata in Italia con un bagaglio colmo di dolore, rischiando la vita in mare. Ho cercato di immedesimarmi nella sua storia, che in realtà riguarda moltissime persone, e poi mi sono messa davanti a un foglio bianco e ho iniziato a scrivere un testo che parlasse di resilienza, coraggio e libertà. In seguito ho composto la melodia con la chitarra acustica…
Dopo aver scritto il brano l’ ho fatto ascoltare a Francesco D’Augello titolare di uno studio di registrazione – DISSONANZE studios. Lui, fin da subito, ha supportato l’idea e mi ha permesso di incidere il brano, grazie a una squadra di professionisti che si sono occupati dell’arrangiamento e del mixaggio/editing. Senza di loro non avrei potuto realizzare questo primo inedito”.

Hai qualche particolare influenza musicale? Qualche genere o cantante a cui ti senti particolarmente affine?
Nella mia ricerca musicale ho sempre ascoltato di tutto, dalla musica pop al blues e al jazz. Fin da piccola ho sempre ascoltato i grandi cantautori italiani, in particolare Lucio Battisti, Lucio Dalla e Fabrizio De André. Ascolto anche tantissimo cantautorato femminile, soprattutto italiano, infatti, i miei riferimenti principali sono Elisa Toffoli, Cristina Donà e Carmen Consoli.

Da autrice e da artista, fino a che punto pensi saresti disposta a scendere a compromessi per far diffondere la tua musica ad un pubblico più ampio?
Penso che il mondo discografico sia ormai vittima del processo di mercificazione imperante nella nostra società. Spesso, quando si parla di “artista” lo si associa al termine “prodotto”, cosa che odio! Per questo credo che un vero artista sia tale nel momento in cui decide di preservare la propria “autenticità” e di fare ciò che più gli piace, senza lasciarsi condizionare dalle logiche di mercato.
Ci tengo a ribadire che io non mi sento assolutamente un’artista, ma sono semplicemente una ragazza che vuole esprimere se stessa attraverso la musica.

E’ più importante fare musica per se stessi; o per un pubblico mainstream per farlo diventare un mestiere?
Credo che si faccia musica sia per stare bene con se stessi che per far stare bene gli altri. La musica ha un grande potere curativo. Chiunque intende fare il musicista o il cantante lo fa soprattutto con l’intento di suscitare delle emozioni in chi lo ascolta. E questa è una cosa difficilissima, perché ad alcuni le emozioni arrivano e ad altri no. Questo aspetto deve essere sempre tenuto presente.

ECCO UN ALBUM PER TE… “Libera” di Marianna Leone

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Valentina Arichetta