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Intervista esclusiva a RAFFAELE RENDA, il giovane lametino vincitore morale di Sanremo Young

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1) Tu hai iniziato a cantare a 5 anni: non hai fatto nessun tipo di scuola? Il tuo talento è uscito fuori in maniera naturale?

Inizialmente è iniziato tutto come un passa tempo ma poi ho capito che dovevo lavorare di più sulla mia voce e studiare per migliorarmi, quindi all’età di 14 anni ho iniziato a studiare canto.

2) Durante il tuo percorso a Sanremo Young hai eseguito dei brani storici, tra cui anche una delle canzoni più belle ma anche più difficili in assoluto, “Ti Sento” dei Matia Bazar (epoca Antonella Ruggiero, nda): ma quali sono i tuoi gusti musicali? Che musica ascoltavi a casa, magari chiuso in camera, sognando di cantare un giorno su un palcoscenico?

 È stato un grandissimo onore confrontarmi con pezzi storici del panorama musicale Italiano.  Una delle tante cose che ho imparato vivendo questa esperienza è stata proprio conoscere la storia della musica italiana, che a tratti ignoravo poiché ero abituato ad ascoltare e cantare prevalentemente in inglese.

3) C’è un brano che non hai avuto modo di eseguire all’Ariston ma che avresti voluto fare perché esprime in pieno chi sei veramente?

Si, forse avrei voluto eseguire un pezzo del grandissimo Mango. È uno degli artisti italiani che più stimo e le sue canzoni rispecchiano in pieno quello che sono.

4) Hai dichiarato di aver sempre visto Sanremo con la tua famiglia, su uno sgabello, incollato davanti la tv come se ci volessi entrare dentro: ora che “sei entrato”, qual è stata l’emozione die tuoi genitori?

È successo tutto così velocemente, e sia io, che la mia famiglia, non abbiamo avuto tempo per metabolizzare. L’emozione è stata tanta ma la mia soddisfazione più grande è aver visto nei loro occhi finalmente la voglia di credere in quel che facevo.

5) Sicuramente l’emozione di salire su un palco leggendario come quello di Sanremo deve essere stata una di quelle cose che segnano: ora dopo un’esperienza così totalizzante e soprattutto piena di soddisfazioni come pensi si evolverà, anzi come vorresti si evolvesse la tua carriera?

Ho ancora i brividi all’idea che alla mia età ho calcato quel palco immenso. Sono soddisfatto di ogni piccola cosa che ho. Finita questa bellissima esperienza continuerò per il mio cammino e sfrutterò l’occasione per farmi strada nel mondo che mi appartiene, “la musica”.

6) il tuo secondo posto è stato un traguardo eccezionale per un ragazzo alla primissima esperienza in un contest così importante. Inoltre, la tua sportività e la tua gentilezza si sono viste appena hai abbracciato con grande spirito di gara la prima classificata: cosa hai fatto appena sceso dal palco?

 Essere arrivato in finalissima mi ha fatto tantissimo onore. Arrivare fin qui, con le mie gambe e le mie forze, mi rafforza ancor di più. Sento di aver portato tantissime persone con me su quel palco, di aver portato la mia terra, e le mie radici. Il podio questa volta non l’ho occupato io ma non sono assolutamente dispiaciuto del mio secondo posto anzi, può risultare banale ma il mio intento in questo programma era di far emozionare e di farvi ascoltare  la mia voce, poi fortunatamente ho avuto il sostegno di tutta Italia che mi ha fatto trionfare per ben 3 puntate di fila, quindi mi posso ritenere davvero vincitore . La prima persona che ho chiamato dopo la serata della finalissima è stata la mia Vocal Coach che da anni mi segue e mi ha insegnato a crescere e mi ha protetto quando c’era bisogno.

7) che ricordo porterai con te di tutti i personaggi celebri che hai incontrato durante Sanremo Young, e chi ti è rimasto particolarmente nel cuore?

Antonella Clerici è una persona che porterò davvero nel cuore. si è messa sempre a disposizione di ognuno di noi, facendoci talvolta discorsi molto materni. È davvero una persona meravigliosa e spero di rincontrarla un giorno per ringraziarla ancora.

 

GianLorenzo Franzì