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Ippolita Luzzo: Si parla di Aristotele e amicizia all’Uniter di Lamezia Terme

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Si è parlato di amicizia all’incontro tenuto dalla blogger Ippolita Luzzo

Ippolita Luzzo-LameziaTermeit
Ippolita Luzzo, Costanza Falvo D’Urso

LAMEZIA. Parlare di amicizia “usando” Aristotele si può. Ce ne ha dato prova la blogger e scrittrice lametina, conosciuta anche a livello nazionale, Ippolita Luzzo nell’incontro tenutosi ieri all’Università della terza età e del tempo libero di Lamezia Terme.

Incontro moderato dalla vicepresidente Uniter Costanza Falvo D’Urso.

Un appuntamento dal titolo “Le amiche. Etica Nicomachea”. La Luzzo decide quindi di parlare di amicizia e di farlo attraverso due capitoli, in particolare, che fanno parte del volume “L’Etica Nicomachea” di Aristotele, l’ottavo e il nono. Proprio in quei due capitoli è infatti affrontata una delle “tensioni” più antiche insite nell’animo umano: quella che ci porta ad avere rapporti di amicizia con l’altro.

Tre sono le tipologie di amicizia individuata da Aristotele: l’amicizia basata sull’utile, quella basata sul piacere e quella basata sulla virtù. Quest’ultima  individuata come la più importante.

Ma non passa inosservato neanche il sottotitolo della relazione, che è già tutto un programma, proposta dalla blogger: “Le amiche del cactus” (pianta che non ha bisogno di acqua),  tema filo conduttore della serata snodato attraverso la lettura di alcuni pezzi scritti dalla blogger non molto tempo fa, e che rappresenta una disamina attenta dell’idea che Ippolita Luzzo ha del sentimento amichevole.

“Non un vero sentimento in realtà, ma qualcosa che o hai o non ce l’hai, un tensione verso l’altro. L’amicizia deve essere parità di sensibilità, tra buoni, dice Aristotele”.

Non tarda Ippolita a spiegarci il perché facendo un simpatico, quanto veritiero, excursus dei vari legami amicali. Ed ecco spuntare le amiche al guinzaglio, che escono sempre insieme e non ammettono distrazioni con altre persone; poi ci sono le amiche dominanti, che comandano e hanno sempre ragione, se l’altra esprime un dubbio viene subito zittita; poi ci sono le amiche che non telefonano mai, che telefonano solo se hanno chiamato tante altre prima di te; quelle che si lamentano con te di altre amiche a loro dire indifferenti e lontane.

L’etica vuol dire scegliere, sono le tante possibilità che noi abbiamo, è quella che ci distingue da tutti gli altri, ciò che noi possiamo scegliere nella nostra vita. Aristotele parla delle varie virtù etiche e dianoetiche (scienza, arte, saggezza, intelligenza e sapienza che è il grado più elevato, somma tra scienza e intelligenza), “ma tutte queste virtù a che servono se non ci sono gli amici? se non abbiamo gli amici a cui raccontarle?” Si chiede la Luzzo.

Questo bisogno di creare legami è un bisogno essenziale dell’essere umano, non possiamo farne a meno. L’amicizia è dunque il sentimento che invera tutto ciò che pensiamo e che facciamo.

Citando Aristotele: “l’amico è anche una proiezione, noi ci proiettiamo negli altri. Una sola è l’amicizia, le altre conoscenze sono forme di socialità. Quindi condivisione e scelte riguarderebbero una sfera esigua degli amici che ci scegliamo, che sono pochi e sono nostri punti di riferimento.

Anche per questo perdere un amico risulta essere uno dei dolori più grandi, perché viene meno la nostra proiezione.

Come mantenere allora l’amicizia? – continua Ippolita Luzzo – Con i cellulari? Con i messaggi? Sono i nostri segnali di fumo oggi. Siamo abituati ad attendere, siamo addomesticati, in un mondo nel quale ormai si parcellizza tutto, anche l’amicizia“.

Amicizia, però, è anche seduzione, riuscire a portare quella persona a te, facendo sì che l’altra persona si porti qualcosa di te. È desiderio, senza il quale si muore. È libertà di scegliere. È una gratificazione, quella che ci fa muovere.

Tutto questo per un semplice motivo: noi NON siamo un cactus!

“L’amicizia è la capacità di poter stare con altri in maniera tale che uno si manifesti per quello che è – conclude il presidente Uniter Italo Leone -, in questo senso l’amicizia è alla base dei rapporti sociali”.

Valentina Dattilo

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