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Isola Capo Rizzuto (KR). Infiltrazioni mafiose al Cara, 65 condanne

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Presidio al cara di Isola Capo Rizzuto in attesa Salvini

Si è chiuso con sessantacinque condanne il primo processo per le infiltrazioni delle cosche di Isola Capo Rizzuto nel centro di accoglienza per richiedenti asilo

Quel Cara che – secondo le accuse della DDA di Catanzaro – era diventato il bancomat dei clan mafiosi della zona.

Il giudice delle indagini preliminari di Catanzaro Carmela Tedesco, che ha celebrato il processo con rito abbreviato a carico di 85 imputati, ha emesso il suo verdetto nella tarda mattinata di oggi, infliggendo pene pesantissime che nella maggior parte dei casi rispecchiano le richieste che erano state avanzate dai rappresentanti della pubblica accusa nelle loro requisitorie, i sostituti Domenico Guarascio e Debora Rizza e i procuratori aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto.

Segno che il giudice ha ampiamente condiviso l’impianto accusatorio che ha svelato le infiltrazioni della cosca Arena nel tessuto economico di Isola Capo Rizzuto ed in particolare nella gestione del Centro di accoglienza per migranti di Sant’Anna attraverso i vertici della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, soprattutto attraverso l’appalto del servizio di mensa.

Non a caso tra le pene più pesanti spiccano i 17 anni e 4 mesi inflitti dal giudice a Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto ente gestore del Cara; o ancora i 20 anni di reclusione inflitti ad Antonio Poerio e i 19 anni e 4 mesi a Fernando Poerio, titolari del Quadrifoglio, l’azienda che svolgeva il servizio mensa nel Cara.

Pene esemplari anche per i vertici della cosca.

Giuseppe Arena, considerato il reggente del clan, è stato condannato 16 anni e 4 mesi di reclusione; mentre Pasquale Arena, che aveva guidato la cosca fino alla scarcerazione del fratello e che aveva un ruolo preminente nel settore delle scommesse e del gioco d’azzardo nel crotonese ed in Italia attraverso la Kroton Games, è stato condannato a 20 anni e 2 mesi di reclusione, due mesi in più della richiesta del pm.

I sessantacinque imputati condannati, che hanno goduto dello sconto di un terzo della pena per effetto del rito abbreviato, erano accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti reati aggravati dalla modalità mafiose e dalla finalità di avvantaggiare l’organizzazione criminale.

Armando Abbruzzese, 6 anni di reclusione; Salvatore Abbruzzo, 12 anni; Francesco Aceto, 5 anni e 6 mesi; Francesco Antonio Arena (1991) 11 anni; Francesco Arena (1979) 11 anni e 6 mesi; Francesco Antonio Arena (1980) 11 anni; Francesco Arena (1960) 11 anni; Giuseppe Arena (1966) 16 anni e 4 mesi; Giuseppe Arena (1986) 11 anni; Pasquale Arena (1957) 20 anni e 2 mesi; Pasquale Arena (1992) 11 anni; Salvatore Arena (1969) 10 anni e 8 mesi; Luciano Babbino, 12 anni; Francesco Bruno, 12 anni; Francesco Caiazzo, 6 mesi; Leonardo Caterisano, 12 anni; Giuseppe Cosco, 8 anni; Salvatore Danieli, 2 anni e 8 mesi; Raffaele Di Gennaro, 14 anni; Domenico Falcone, 12 anni; Salvatore Foschini, 11 anni e 4 mesi; Fiore Gentile, 11 anni e 4 mesi; Francesco Gentile, 16 anni; Tommaso Gentile, 13 anni e 6 mesi; Antonio Giglio, 10 anni e 8 mesi; Nicolino Gioffrè, 13 anni e 4 mesi; Aldo Giordano, 10 anni e 8 mesi; Aurelio Giordano, 10 anni e 8 mesi; Lorenzo Giordano, 10 anni e 8 mesi; Maurizio Greco, 12 anni e 8 mesi; Francesco Gualtieri, 12 anni di reclusione; Mario Guareri, 1 anno 8 mesi di reclusione; Andrea Guarnieri, 8 anni di reclusione; Nicola Lentini, 11 anni e 10 mesi di reclusione; Paolo Lentini, 16 anni e 4 mesi di reclusione; Rosario Lentini, 17 anni di reclusione; Vincenzo Lentini (1990), 10 anni e 8 mesi di reclusione; Giuseppe Lequoque, 14 anni di reclusione; Costantino Lionetti 10 anni e 8 mesi di reclusione; Francesco Mammone,2 anni e 8 mesi di reclusione; Francesco Martiradonna, 11 anni e 4 mesi di reclusione; Luigi Miniaci, 12 anni e 8 mesi di reclusione; Santo Mirarchi, 2 anni 9 mesi e 10 giorni di reclusione; Pasquale Morelli, 4 anni di reclusione; Giuseppe Antonio Morrone, 2 anni di reclusione; Paolo Muccillo, 4 anni di reclusione; Angelo Muraca, 16 anni e 8 mesi di reclusione; Stefania Muraca, 1 anno di reclusione; Benito Muto, 11 anni e 4 mesi di reclusione; Domenico Nicoscia, 10 anni e 8 mesi di reclusione; Salvatore Nicoscia, 10 anni e 8 mesi di reclusione; Fortunato Pirrò, 11 anni di reclusione; Antonio Poerio (Classe ‘71), 20 anni di reclusione; Antonio Poerio (Classe ‘81), 10 anni e 8 mesi di reclusione; Fernando Poerio, 19 anni e 4 mesi di reclusione; Antonio Pompeo, 10 anni e 8 mesi di reclusione; Giuseppe Pullano, 15 anni di reclusione; Mario Ranieri, 1 anno di reclusione; Domenico Riillo, 14 anni di reclusione; Francesco Romano, 12 anni e 4 mesi di reclusione; Leonardo Sacco, 17 anni e 4 mesi; Maria Grazia Scerbo, 1 anno e 4 mesi; Francesco Taverna, 11 anni; Santo Tipaldi, 11 anni e 4 mesi; Roberto Valeo, 8 anni.