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La banda degli onesti, ispirata all’omonimo film di Totò degli anni ‘50

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La singolare filosofia di chi, pur sognando una vita migliore soccombe dinnanzi alla propria incurabile onestà, rappresenta il motivo fondante della commedia La banda degli onesti presentata al teatro Grandinetti dall’omonima compagnia di Altamura nell’ambito della rassegna teatrale regionale “Vacantiandu”, organizzata dall’associazione culturale “ I Vacantusi”, diretta da Nicola Morelli e Diego Ruiz e dal direttore amministrativo Walter Vasta.

La pièce, con la regia di Silvano Picerno nel ruolo anche di attore, si ispira all’omonimo capolavoro del film di Totò degli anni ’50, che dà il nome al gruppo teatrale pugliese.
L’autore Antonello Avallone ambienta la commedia ai nostri giorni reinventandola quasi completamente nel contenuto e nel linguaggio e realizzandola in chiave moderna.
Infatti il drammaturgo Avallone la distacca da una pedissequa riproduzione del film originale, salvo in qualche tratto, e aggiunge nuove battute e situazioni (come una mano di plastica sempre visibile o la falsa banconota di 200 euro) senza perdere mai di vista il suo obiettivo principale che è quello di far ridere e divertire il pubblico.
Il racconto verte sulla storia di Antonio (Silvano Picerno) il quale, avendo ereditato l’occorrente per fabbricare biglietti da 200 euro da un ex incisore della zecca, convince il tipografo Giuseppe e il pittore Tommaso ad aiutarlo a fabbricare le banconote false.
Stampati alcuni biglietti, i falsari ne spacciano uno in una tabaccheria. Dopo non molto tempo, Antonio, avendo appreso dal figlio finanziere che la polizia è sulle tracce dei malfattori, convince i complici a desistere dall’impresa temendo di essere stati scoperti.
Il tutto si risolve felicemente quando vengono catturati altri falsari che agivano nella stessa zona di Antonio e dei suoi complici.
La storia della banda dei cosiddetti onesti si dipana tra risate e sofferenze animata da ritmi serrati e briosi che impegnano l’attenzione del pubblico impossibilitato a ridere per non perdere la battuta successiva e a vivere pienamente tutte le emozioni suscitate da trovate comiche, esilaranti, equivoci che mettono in luce le qualità e disavventure surreali degli squattrinati sognatori di una chimerica ricchezza.

Cosi la storia truffaldina, per quasi due ore di spettacolo, al quale come al solito erano presenti gli studenti meritevoli degli istituti superiori, si è dispiegata in un crescendo di umorismo ed ironia senza mai scadere nella volgarità e incurante di logiche e sintassi per ricreare leggere e piacevoli atmosfere dell’antica tradizione della commedia popolare, rese con maggiore efficacia nel secondo atto della rappresentazione e maggiormente verosimili dall’allestimento della famosa portineria e dell’indimenticabile tipografia.
Sul palco si sono avvicendati gli attori e gli interpreti pugliesi: Antonio Bonocore, interpretato da Silvano Picerno, Giuseppe Lo Turco da Leo Coviello, Tommaso Cardoni da Giorgio Zuccaro, il ragioniere Matera da Michele Santomassimo, Olga interpretata da Antonella Macella e infine Michele da Pasquale Ceglie.

Lina Latelli Nucifero

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