La differenza che fa la differenza

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In Italia, sino ad oggi, non era prevista alcuna tutela per le coppie omosessuali al pari di Paesi come la Grecia, Cipro, la Lituania, la Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania. Tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, invece, dispongono di una legge sulle unioni civili o sui matrimoni fra omosessuali. Se ne è discusso per anni, nel nostro Paese, senza mai arrivare al ‘dunque’…

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Il progetto di legge Cirinnà giunge finalmente a coprire questo vuoto e ha recentemente oltrepassato le forche caudine del Senato trasmettendo, alla Camera, un testo in cui le coppie omosessuali sono, in linea di massima, equiparate alle coppie eterosessuali che decidono di unirsi in matrimonio civile. Si recheranno davanti all’ufficiale di stato civile con due testimoni; potranno scegliere quale dei due cognomi usare; avranno l’obbligo di coabitazione, assistenza morale e materiale; il regime patrimoniale sarà la comunione dei beni a meno che non decidano per la separazione; in caso di morte, è prevista la reversibilità della pensione e il trattamento di fine rapporto maturato; in caso di successione, al sopravvissuto partner, spetterà la cosiddetta quota legittima (50% ).
Così regolate, le unioni civili non apparivano tanto ‘differenti’ dal matrimonio tradizionale dunque, per ottenere i voti necessari a far approvare il disegno di legge in Senato, sono stati inseriti elementi tali che potessero effettivamente caratterizzarle. E’ così scomparso l’obbligo di fedeltà, è stata impedita l’adozione e, in caso di divorzio, vi si potrà ricorrere dopo solo tre mesi dalla celebrazione del rito civile ed è stato eliminato il preventivo periodo di separazione.
Paradossalmente, la necessità di evidenziarne la ‘differenza’ , si è tradotta in una azione di valorizzazione: i legami, per essere civili, devono essere fondati sull’effettivo desiderio di convivenza, sulla permanenza di un legame affettivo e di una consapevole, reciproca predisposizione alla condivisione dei tempi di vita. Una restituzione di senso anche per il matrimonio tradizionale che, a questo punto, non consentirà più fittizie amnesie in merito alle regole poste alla sua base. C’è già chi pensa ad una proposta di legge per eliminare il reciproco obbligo di fedeltà fra coniugi etero sancito nell’ art. 143 del Codice Civile. Un esemplare caso di ‘differenza’ che fa la differenza.

Il Direttore Responsabile
Mariateresa Costanzo

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