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La storia di San Valentino e delle reliquie custodite in un convento calabrese

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Il 14 febbraio è festeggiato in tutto il mondo come la ricorrenza dedicata agli innamorati, ma chi era il santo patrono degli innamorati a cui è dedicata questa giornata?

Patrono degli amanti, San Valentino di Terni è un vescovo e martire. Troviamo tracce del suo culto in un poema medievale dell’intellettuale inglese Geoffrey Chaucer, redatto in occasione del fidanzamento tra Riccardo II d’Inghilterra e Anna di Boemia.

Nella sua opera il poeta accenna a come nella giornata del 14 febbraio gli uccelli inizino le loro danze d’amore e di corteggiamento. Con molta probabilità, però, l’autore fa confusione con l’omonimo santo proveniente da Genova, invertendo le date consacrate all’inizio della stagione degli amori.

Da qui l’idea di rendere la ricorrenza commerciale e di approfittare del grossolano errore per avviare un pratica ormai diffusissima in tutto il mondo: la celebrazione dell’amore. 

San Valentino

San Valentino era un vescovo romano nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C.. La leggenda che lo consacra a protettore degli innamorati ci racconta di come proprio lui  fu il primo vescovo a celebrare l’unione tra una giovane cristiana e un legionario romano pagano. Il matrimonio fu possibile perché il santo donò alla ragazza il denaro come dote necessaria per contrarre matrimonio, rompendo il divieto di sposalizio tra persone di credo differente.

La più antica notizia relativa a San Valentino si trova in un documento ufficiale della Chiesa, risalente ad un periodo compreso tra il V e il VI secolo, in cui compare la sua data di morte, il 14 febbraio appunto.

Documenti coevi raccontano che il vescovo, famoso per la sua carità, la sua umiltà e per i miracoli compiuti, fu invitato a Roma da un tale Cratone perché guarisse suo figlio affetto da deformità. Una volta guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla sua famiglia e ad alcuni greci studiosi di lettere latine di nome Proculo, Efebo e Apollonio, oltre al figlio del prefetto della città. Un altro documento dell’VIII secolo descrive alcuni particolari del suo martirio: la tortura, la decapitazione, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, il successivo martirio di questi e la loro sepoltura.

Luperco

L’insieme dei racconti prodigiosi legati alla figura di San Valentino e le vicende legate alle sue celebrazioni, spinsero papa Gelasio I nel 496 d.C. a sostituire le festività pagane molto violente legate alla divinità della fertilità, Luperco, che si tenevano il 15 febbraio, con la celebrazione del vescovo e martire un giorno prima, nel giorno della sua morte.

Le reliquie di San Valentino custodite nel convento dell’amore di Belvedere Marittimo

Pochi sanno che alcune delle sue reliquie sono custodite da circa tre secoli nel convento dei Frati Cappuccini di Belvedere Marittimo, in Calabria, dopo che nel 1700 un certo Valentino Cinelli, cosentino d’origine, le ricevette dal cardinale Gaspare del Carpine con regolare atto notarile. Dieci anni più tardi fu un frate cappuccino che le sistemò definitivamente nel convento, facendone la meta di continui pellegrinaggi.

Felicia Villella