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Lamezia. 60enne aggredito a pugni e schiaffi all’uscita da un supermercato

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di una nostra lettrice su un bruttissimo episodio verificatosi nel pomeriggio di ieri, 14 febbraio

Di seguito la missiva:

A San Valentino si celebra l’amore e in genere si è anche più affettuosi nei confronti del prossimo.

Ma non a Lamezia! Nel pomeriggio di domenica 14 febbraio, un uomo ultra sessantenne è stato aggredito da 5 uomini di etnia rom (cittadini lametini da generazioni) nel piazzale del supermercato Mercadò (La Piazza), nel pieno centro di Lamezia Terme.

Motivo dell’aggressione? Semplicemente l’uomo, stimato e onesto impiegato statale ora in pensione, aveva rivolto una battuta ironica (“vuoi fare il furbetto?”) a uno degli aggressori durante la fila alle casse del supermercato, che il rom voleva saltare.

I rom appostati nel parcheggio e privi della mascherina anti-Covid, hanno circondato il sessantenne che aveva fatto la spesa con la moglie, sferrando pugni e schiaffi. La moglie, terrorizzata, si è frapposta per proteggere il marito e ha urlato aiuto a squarciagola. L’uomo, che da giovane aveva praticato arti marziali, è riuscito a parare i colpi ma ha riportato escoriazioni su viso e mani, che risultano tumefatti; anche gli occhiali da vista dell’uomo, caduti a terra, si sono danneggiati. Nel frattempo le mogli e soprattutto i figlioletti degli aggressori piangevano copiosamente terrorizzati dai padri violenti. Cosa impareranno i bambini dai loro genitori? Che la violenza gratuita è praticabile senza ripercussioni?!

Il parcheggio era pieno di gente, ma solo due coraggiose ragazze sulla trentina si sono fermate per soccorrere il malcapitato, hanno annotato il numero di targa del camioncino degli aggressori e si sono rese disponibili per testimoniare al Commissariato di Polizia. La Polizia è giunta sul posto in pochi minuti, ma i delinquenti si erano già dati alla fuga. Le telecamere di sorveglianza del supermercato daranno un volto e un nome ai malviventi.

Dopo esser stati al Commissariato con le giovani e valorose testimoni dell’accaduto, il sessantenne, cardiopatico, si è recato al Pronto Soccorso, accompagnato dalla moglie, dove è rimasto per più di 4 ore, fino a tarda sera, per gli accertamenti del caso, che hanno previsto: disinfezione delle ferite, profilassi antitetanica, TAC cranio, visita ortopedica e visita otorino. I medici hanno espresso 10 giorni di prognosi e riposo assoluto. L’uomo dovrà sottoporsi a tampone anti-Covid fra una decina di giorni.

I familiari della vittima, intimoriti da possibili ripercussioni, sperano che venga fatta giustizia per questa violenta aggressione ingiustificata e ringraziano sentitamente le due donne che hanno prestato i primi soccorsi, hanno avuto la lucidità di annotare la targa e hanno dimostrato elevato senso civico per testimoniare contro gli aggressori.

In questi casi è sempre opportuno sporgere denuncia, affinché questi assurdi eventi non capitino più.