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Lamezia. Abbazia benedettina tra le mete delle giornate FAI

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Si apprende dai social la possibilità di prenotare una visita per le giornate FAI di sabato e domenica; da domani si da’ inizio ai lavori di pulizia del sito archeologico

Lamezia Terme vanta numerosi siti di carattere storico-archeologico che potrebbero essere il fulcro su cui far ruotare l’economia dell’intera città, uno tra tutti è l’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia Vetere.

Fino a qualche settimana fa, però, un sopralluogo ha permesso di mettere in evidenza lo stato di totale abbandono del sito, colmo di erbacce e sterpaglie, tale da impedirne il riconoscimento al di là della recinzione.

Del resto il sito del comune rimanda gli ultimi lavori di indagine, scavo archeologico, restauro conservativo, fruibilità e valorizzazione al progetto esecutivo del 2016.

Già qualche giorno fa un #waitingfor lanciato dalla pagina facebook ufficiale del Fondo Ambientale Italiano aveva fatto intendere che l’abbazia sarebbe rientrata nelle Giornate FAI di sabato 27 e domenica 28 giugno, ma riusciranno a rendere fruibile in così poco tempo un sito tanto vasto e lasciato all’incuria?

Sembra di apprendere che i lavori di pulizia dovrebbero iniziare già oggi, intanto è possibile prenotare la visita tramite apposito format direttamente sul sito FAI, per un numero massimo di 15 fruitori per turno, al prezzo di 5 euro per i non tesserati FAI e 3 euro per i tesserati.

Sorge un’altra domanda. E’ proprio necessario che i luoghi della cultura debbano essere valorizzati da fondazioni, associazioni o comunque da volontari quando ci sono a spasso tantissimi professionisti del settore che darebbero un rene pur di mettere al servizio della comunità le loro competenze? Questa, però, è una situazione che colpisce tutto lo stivale e non solo la nostra città.

Nel frattempo segnaliamo a chi di competenza di vigilare con maggiore attenzione in siti come questo, iniziando magari con il collegare nuovamente il servizio di video-sorveglianza ad oggi scollegato che lascia il via libera a gruppi di tombaroli armati di metal detector di scorrazzare liberamente nei dintorni, così come sottolineato dai contadini del posto.

Felicia Villella