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Lamezia. Avvocato Falvo: “Ripresa didattica in presenza, la decisione spetta al governatore”

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Dal 30 novembre scorso gli istituti scolastici delle scuole dell’infanzia e primaria della città di Lamezia Terme hanno riaperto alla didattica in presenza, in seguito all’ordinanza emessa dal sindaco Paolo Mascaro, il 26 novembre scorso. Ordinanza che sta suscitando numerose polemiche tra l’opinione pubblica lametina, con responsabilità che stanno rimbalzando come un gioco a rimpiattino dal Comune al dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro. Abbiamo contattato, in qualità di esperto di diritto amministrativo, l’avvocato Andrea Falvo, che ringraziamo, per porgergli alcuni quesiti ai quali ha cortesemente risposto.

 

L’avvocato Andrea Falvo

Secondo il suo parere, l’apertura delle scuole nella città di Lamezia Terme è avvenuta correttamente?

A mio avviso no. I dirigenti scolastici si sono assunti e si assumono un bel rischio nel consentire la ripresa della didattica in presenza, nonostante una situazione di emergenza sanitaria provinciale segnalata dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro.

Più che i dirigenti vorrà dire il sindaco, che ha disposto l’apertura delle scuole con l’ordinanza n. 1139 del 26.11.2020?

No, in questo caso il sindaco non aveva e non ha il potere di disporre l’apertura delle scuole. Né tantomeno ha revocato la ordinanza di chiusura delle scuole n. 941 del 11.11.2020. I dirigenti scolastici avrebbero dovuto attendere e verificare che venisse dichiarata correttamente, da chi ne ha il potere, la cessazione dello stato di emergenza sanitaria provinciale. E tale dichiarazione ad oggi non c’è ancora. Dobbiamo ricordare che il dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catanzaro, con nota n. 3098 del 10.11.2020, ha segnalato alcune criticità sanitarie in tutta la nostra provincia. Conseguentemente e richiamando espressamente tale nota, i sindaci della provincia tra cui il nostro hanno disposto la chiusura della didattica in presenza, ricorrendo al potere di ordinanza previsto all’art. 50 del D.Lgs. n. 267/2000. Ora, basta leggere i commi 5 e 6 di tale articolo per capire facilmente che, in caso di emergenze sanitarie a carattere ultracomunale, il sindaco è competente ad adottare l’ordinanza contingibile e urgente “fino a quando non intervengano i soggetti competenti”. Dunque, il sindaco nell’immediato fronteggia l’emergenza, ma poi la gestione, ed anche la dichiarazione di cessazione dell’emergenza, passa ad altro soggetto con competenze e poteri ultracomunali. Il buonsenso vuole infatti che se le scuole vanno chiuse a Lamezia Terme, in una emergenza sanitaria provinciale lo devono essere anche a Pianopoli, Gizzeria, Platania, Maida, ecc. E in forza dell’art. 32 della Legge n. 833 del 1978, il soggetto competente in materia di ordinanza necessarie a fronteggiare emergenze sanitarie a carattere ultracomunale è il presidente della giunta regionale.

In pratica, il sindaco Mascaro ha potuto disporre la chiusura delle scuole, ma la cessazione della emergenza sanitaria provinciale, e quindi la riapertura della didattica in presenza anche nella città di Lamezia Terme devono essere dichiarate dal presidente della giunta regionale?

Esattamente. Come detto, in forza del richiamato art. 32 della legge n. 833/1978 è il presidente della Regione che deve intervenire in presenza di emergenze sanitarie che abbiano ambito ultracomunale o provinciale, non limitate ad un singolo territorio comunale. E la cessazione di uno stato di emergenza sanitaria deve avvenire con un provvedimento amministrativo espresso e dopo aver acquisito il parere del dipartimento di prevenzione dell’ASP competente per territorio, in forza dell’allegato 21 al DPCM del 3 novembre 2020.

Ma se i dirigenti hanno consentito la riapertura delle scuole, ora cosa dovrebbero fare?

I presupposti per aprirle oggi non ci sono come non c’erano 7 giorni fa. I dirigenti, ritengo, dovrebbero certamente rispettare l’ordinanza sindacale n. 941 del 11.11.2020, di chiusura della didattica in presenza, fino a quando il presidente della giunta regionale non dichiarerà espressamente che la emergenza sanitaria provinciale, segnalata dall’Asp con nota n. 3098 del 10.11.2020, è cessata e la didattica in presenza può riprendere in condizioni di sicurezza in tutto il territorio provinciale.

A Catanzaro il sindaco Abramo ha disposto, prima del sindaco Mascaro, la riapertura delle scuole.

Non ho letto le ordinanze del sindaco Abramo. Ma a mio avviso vale quanto già detto: la competenza a dichiarare la cessazione di una emergenza sanitaria a carattere ultracomunale non spetta ai singoli sindaci, ma al presidente della giunta regionale e, tutti i dirigenti scolastici dei comuni della provincia di Catanzaro (ove è stata disposta la chiusura delle scuole con ordinanza del sindaco), devono attendere la dichiarazione di cessata emergenza sanitaria da parte del presidente.

Il presidente della Regione ha disposto con l’ordinanza n. 92 la ‘zona rossa’ per alcuni comuni e la conseguente chiusura delle scuole. Spirlì non ha detto nulla sulla provincia di Catanzaro. L’emergenza sul nostro territorio è dunque passata?

L’ultima ordinanza regionale non dichiara ancora la cessazione dell’emergenza nella provincia di Catanzaro.

 

 

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