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Lamezia. Campo rom di Scordovillo the day after: l’inferno è qui!

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LAMEZIA. Campo rom the day after, il giorno dopo il devastante incendio che per l’ennesima volta ha sconcertato e indignato una comunità intera.

The day after! Il giorno dopo il rogo che ha sprigionato una nube tossica che hanno potuto vedere anche dai paesi del circondario di Lamezia: un fumo denso e acre che ha reso l’aria puzzolente e irrespirabile; tra l’altro l’odore forte del bruciato si avverte ancora oggi in diverse zone della città. La discarica a cielo aperto che ieri è andata a fuoco oggi è una landa desolata che ancora fuma per i focolai sparsi qua è là; una striscia di terra piena di macerie che i vigili del fuoco da ieri sera stanno smassando proprio per spegnere definitivamente tutti i focolai attivi.

La scena del giorno dopo sembra un film: una di quelle pellicole che racconta i bombardamenti nelle zone di guerra o le esplosioni nucleari. Ma Scordovillo non è un film è una tragedia metropolitana senza fine. Una bolgia dantesca dove regnano sporcizia, traffici illeciti e promiscuità. Questa la triste realtà di una città che sprofonda sempre di più come senso di appartenenza e coscienza civica. Da quando si è verificato l’incendio ieri pomeriggio, si sono susseguite le reazioni delle forze politiche ma i proclami non bastano! Li abbiamo già letti e sentiti in tante altre occasioni.

Alla luce di quanto avvenuto ieri le parole non servono davvero più. Serve solo la determinazione a voler risolvere l’annosa questione rom, per usare un eufemismo, un’espressione edulcorata che in concreto si traduce in ‘vergogna da sempre inaccettabile e ormai inconcepibile nel 2021’. Al campo rom, a pochi metri dall’ospedale, il fumo del fuoco si leva dalla terra violata diventata discarica di veleni en plein air: l’inferno è qui!

M.S.

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