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Lamezia. De Biase: che fine ha fatto il Piano strutturale comunale?

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Che fine ha fatto il Piano strutturale comunale, se lo chiede Salvatore De Biase, già presidente del consiglio comunale.

Salvatore De Biase - LameziaTerme,it
Salvatore De Biase

Di seguito la nota stampa di De Biase: “È innegabile che il sindaco Mascaro, mirava e mira allo sviluppo vocazionale della città. Non a caso il 7 marzo 2018, affermava : “Una vita amara per il piano strutturale comunale lametino.” Continuava : “Se dopo l’approvazione delle osservazioni da parte della giunta si stava aprendo qualche spiraglio per il via libera definitivo in consiglio, la mannaia dello scioglimento ha inevitabilmente interrotto anche il travagliato iter dello strumento più importante per lo sviluppo della città. Precisava : “«Lamezia si è fermata al 24 novembre 2017, il Psc non è stato né modificato né portato a termine, io ho acquisito 21 beni confiscati alla mafia. Dopo di me questo capitolo non è stato più nemmeno aperto».

Oggi, uno dei temi caldi, oltre alla questione nomadi resta quello del piano strutturale comunale, le cui osservazioni sono state di approvate nella prima giunta Mascaro, con due assessori mancanti su sei e un’astenuta (la Astorino del Cdu), la quinta commissione all’inizio del mese di febbraio, 2020, ha incontrato l’assessore Francesco Dattilo, per iniziare ad imbastire i lavori sul Piano Strutturale, lasciato in una fase di limbo con le osservazioni presentate durante l’amministrazione Mascaro da dover approvare in consiglio comunale, ma anche nuove normative cui dover rispondere.

La domanda che oggi richiama un innegabile auspicio è: -Che fine ha fatto il Psc? Quale sviluppo si immagina per la città? Qual è la vocazione reale e programmata per la non più terza città della Calabria?

Sono certo di poter contare su una risposta, se valutata positivamente da una giunta ed una maggioranza attenta e propositiva, che si accompagna ad una opposizione misurata che sa come svolgere il proprio ruolo, e da un sindaco che ama la sua città. L’esigenza però detta la condizione, e questo non significa puntare il dito verso nessuno ma, per Lamezia, si attende da troppo tempo, un indirizzo forte, e la guida di Mascaro motiva una qualche attesa, in un contesto di una democrazia partecipativa e di uno sviluppo visibile da offrire alle nuove generazioni”.