Lamezia: illustrati i dettagli della dedicazione della chiesa di San Benedetto

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La dedicazione del complesso interparrocchiale avrà luogo il prossimo 25 marzo

LAMEZIA. 25 marzo, giorno dell’Annunciazione e anniversario di consacrazione del vescovo e di altre ordinazioni sarcedotali. 25 marzo, giorno predisposto alla celebrazione eucaristica e al rito della dedicazione della nuova chiesa di San Benedetto. Una data importante per un evento di portata storica e per un luogo dalla grande valenza sociale che, dunque, dovrà essere di tutti e per tutti.

Grande attesa quindi per quel giorno, quando monsignor Pietro Parolin, alla sua prima uscita pubblica da segretario di Stato, presiederà la celebrazione di dedicazione del complesso interparrocchiale dedicato al patrono d’Europa.

A qualche giorno dalla cerimonia solenne sono stati illustrati oggi in conferenza stampa i dettagli del progetto e dell’evento religioso.

Durante l’incontro, tenutosi nel salone dell’episcopio, don Roberto Tomaino ha esposto i particolari del grande progetto architettonico che porta la firma di Paolo Portoghesi. La chiesa sorge di fronte alla sede del Comune in via Perugini, su un terreno donato alla diocesi di Lamezia Terme proprio in occasione della storica visita alla città di Benedetto XVI, il 9 ottobre 2011.

Risale però già al 2009 la volontà di erigere una nuova chiesa, quando ci si era resi conto che la storica cattedrale lametina aveva dei limiti oggettivi di spazio per accogliere adeguatamente tutti i fedeli.

Il progetto pensato e realizzato da Portoghesi ha invece la capacità di offrirsi con uno spazio adeguato per le celebrazioni. La nostra diocesi infatti, avvantaggiata dalla posizione centrale, risulta essere sede di diversi eventi anche a carattere regionale: la nuova struttura avrà ben 700 posti a sedere, prestandosi ad affluenze generose di fedeli.

Nella mattinata del 25 marzo arriverà il cardinale e alle 18 – la chiesa però sarà accessibile sin dalle ore 16 per poter prendere posto – si darà inizio alla celebrazione, con la presentazione del progetto da parte di Portoghesi.

Seguirà l’apertura del portale, a forma di libro, da parte del cardinale a simboleggiare che “attraverso quella porta noi entriamo nel mistero di Cristo”. I riti più significativi si svolgeranno però intorno all’altare, tra i quali quello più suggestivo sarà la deposizione delle reliquie di santi e martiri collocate sotto l’altare. È stato proprio il vescovo di Lamezia Terme, Luigi Cantafora, a volere che la chiesa fosse impreziosita dalle reliquie di San Timoteo, di San Giovanni Paolo II, di madre Teresa di Calcutta – per citarne alcuni –, che costituiscono il patrimonio culturale di quello che è destinato a essere il nuovo centro di comunione e di vita spirituale della nostra diocesi. Saranno presenti 13 vescovi, diversi sacerdoti e varie associazioni ecclesiali.

Il primo rettore della nuova chiesa sarà don Domenico Cicione Strangis.

“Una nuova chiesa non è soltanto una struttura ma principalmente dovrebbe diventare un luogo di comunione- afferma don Adamo Castagnaro -. Ci auguriamo che anche i fedeli laici si innamorino della struttura, che è necessaria. Ma ancora più importanti sono le persone”.

Non solo fede e spiritualità caratterizzano però il complesso di San Benedetto, ma anche i numeri. È l’architetto Grandinetti, della ditta lametina Ferraro S.p.a, a riportarci i dati più significativi.

La struttura realizzata in calcestruzzo armato e acciaio è stata realizzata utilizzando 6.000 mq di calcestruzzo mezzo milione di chili di acciaio in barre, 12 mila mq di carpenteria. Un milione di chili di acciaio, di cui oltre 200 mila kg di acciaio in cor ten per realizzare i due campanili alti 42 metri. La copertura della chiesa è a trave reticolari alte 4 metri e lunghe 37 metri.

La superficie su cui si estende la chiesa è di circa 1000 metri quadrati, la forza lavoro adoperata ha contato un numero di 60-70 operai al giorno negli ultimi 2 anni e mezzo. Il 93% dell’opera è stata realizzata dalla Ferraro S.p.a, mancano all’appello le opere complementari che saranno completate entro i prossimi due mesi.

L’attività pastorale diocesana sarà affiancata da quella prettamente caritativa con una sala mensa di cento posti e aperta a tutti, con la presenza degli uffici della Fondazione Caritas Diocesana, di un ambulatorio medico e di una sala convegni con oltre mille posti a sedere. Tra il nuovo complesso e la sede del Comune sorgerà una piazza simbolo di unione e condivisione sociale.

Infine, è stato annunciato, a scanso di equivoci, che subito dopo la dedicazione della chiesa sarà richiesta l’elevazione del complesso a concattedrale a 50 anni dal Concilio Vaticano II.

V.D.

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