LameziaTerme.it

Il giornale della tua città



Lamezia. Di nuovo intimidazioni alla Progetto Sud, il caso diventa nazionale

2 min read

LAMEZIA. Delle ultime intimidazioni subìte dagli operatori socio-sanitari della Comunità Progetto Sud sarà informato il prefetto di Catanzaro, il ministero dell’Interno e tutto il governo nazionale.

Ad annunciarlo Angelo Sposato ed Enzo Scalese, rispettivamente segretario regionale e segretario dell’area vasta della Cgil, che stamattina hanno fatto visita alla sede della comunità “Pensieri e parole” di via Dei Bizantini. I due sindacalisti hanno voluto esprimere vicinanza e solidarietà concreta a don Giacomo Panizza, fondatore e presidente della Progetto Sud, e ai suoi collaboratori vittime nei giorni scorsi di diverse e continue intimidazioni. Infatti, agli operatori che lavorano nello stabile di via Dei Bizantini, immobile confiscato al malaffare, sono state tagliate i pneumatici delle rispettive autovetture. Si tratta della milionesima minaccia che la comunità subisce in tanti anni di attività radicata sul territorio, iniziata nel lontano 1976.

Don Giacomo ha ringraziato le forze dell’ordine per il sostegno a tutta la realtà associativa della Progetto Sud. Sostegno assicurato anche dall’associazione Antiracket lametina che tramite la socia-fondatrice Maria Teresa Morano, ha ribadito: “Don Giacomo è uno di noi! Socio fondatore dell’antiracket sul territorio lametino e ora più che mai facciamo rete per difendere un presidio di legalità, di lotta per la conquista dei diritti dei più deboli”. Italo Reale, avvocato della Progetto Sud, ha affermato che nei prossimi giorni una rappresentanza della Progetto Sud incontrerà il procuratore antimafia Nicola Gratteri. Il legale ha sottolineato che le intimidazioni subite sono già state denunciate alla procura lametina.

Sposato e Scalese hanno insistito sul fatto che la Progetto Sud non può rimanere sola “in un momento in cui le istituzioni sul territorio sono deboli. Ciò, in quanto la regione non ha governo e la città di Lamezia è commissariata”. Per gli esponenti della Cgil è necessario sorvegliare h24 lo stabile di via Dei Bizantini che da sempre è l’emblema della lotta alla criminalità organizzata, una battaglia che la comunità di don Panizza porta avanti senza paura e senza esitazioni. Non bisogna dunque piegare la testa ma rimanere a schiena dritta per difendere libertà, giustizia, lavoro e dignità: tutti i principi e i valori per cui la Comunità Progetto Sud è nata e continua ad esistere. m.s.