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Lamezia, Fittante: “Si riordini il patrimonio documentale della città”

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Fittante chiede ad Alecci un progetto per il riordino del patrimonio archivistico e documentale della città

Fittante chiede la ricognizione dello stato degli edifici e delle strutture pubbliche lametine

Comunicato stampa:

Lamezia Terme – Costantino Fittante, presidente del Centro Riforme Democrazia e Diritti ha inviato al commissario prefettizio Francesco Alecci una lettera in cui chiede che l’amministrazione straordinaria presenti un progetto per il riordino del patrimonio archivistico e documentale della città di Lamezia.

Di seguito il testo integrale della richiesta:

“È convinzione diffusa in città che non si può oltre assistere alle ripetute proteste per le limitazioni imposte alle attività culturali e sportive per le condizioni di inagibilità di strutture comunali.
Siamo in tanti ad essere consapevoli che i divieti all’uso di tale patrimonio, non discende dalla sua volontà piuttosto dalle condizioni di inagibilità del patrimonio immobiliare del Comune alla luce della recente normativa dello Stato. Una normativa che Lei, come tutti i sindaci d’Italia, non può certamente ignorare.
Il patrimonio del nostro Comune è stato realizzato o acquisito da privati (vedi Palazzi Nicotera e ex Panariti) nel corso di lunghi decenni, comunque quando la normativa non era stringente come quella attuale.
Sono diversi edifici che risentono di una non adeguata progettazione ed esecuzione dal punto di vista statico e dei sistemi di sicurezza. È inevitabile che finiscono con l’essere esposti ai rigori delle attuali vigenti normative.
Per evitare il continuo stillicidio di notizie riguardanti l’inagibilità (vedi per ultimo il Tribunale), credo sia opportuno provvedere ad una puntuale ricognizione dello stato degli edifici e delle strutture pubbliche: scuole, uffici, biblioteca, spazi per attività culturali e sportive, e quant’altro.
Una ricognizione che indichi quali carenze presentato e gli interventi necessari e programmati o programmabili per renderli agibili a tutti gli effetti e secondo le finalità cui sono destinati.
Una ricognizione da rendere pubblica perché noi cittadini si possa avere cognizione dettagliata della realtà e, quindi, evitare di impattare nell’inevitabile divieto d’uso in occasione di iniziative programmate da associazioni, fondazioni, soggetti terzi.

Fittante chiede ad Alecci un progetto per il riordino del patrimonio archivistico e documentale della città

La proposta:
La Regione Calabria ha pubblicato l’avviso riguardante il “Programma a sostegno del Sistema Bibliotecario Calabrese – Pac 2014/2010/Azione 6.7.1.”
In tale avviso sono previsti finanziamenti per le biblioteche ma anche per il riordino del patrimonio archivistico.
Infatti nell’avviso, tra le “finalità” si legge: “attuare interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio librario, documentatale ed archivistico, capaci di innalzare gli standard di offerta dei servizi culturali” e nella “Linea di azione 2 – Archivi storici” è specificato che cosa è da intendere per “tutela e valorizzazione” per quanto riguarda il patrimonio documentale e archivistico, nonché le tipologie di interventi possibili e finanziabili.

A Lamezia ci sono due realtà non più tollerabili per le condizioni ambientali in cui versano, le cui problematicità possono trovare soluzione utilizzando razionalmente l’Avviso ragionale con i relativi finanziamenti.
La prima: all’atto dello scioglimento dei Centri Servizi Culturali all’epoca costituiti dalla Cassa per il Mezzogiorno, tutto il materiale documentale, riviste, ed altro del Centro di Lamezia è stato consegnato al Comune. Si trova ammassato nel sottotetto della biblioteca comunale nelle sala cosiddetta “del forno”.
Non si è mai provveduto a ordinarlo, classificarlo e sistemarlo in modo da poter essere agevolmente consultato.
La seconda: riguarda gli archivi dei tre ex Comuni di Nicastro, Sambiase, Sant’Eufemia e quello di Lamezia Terme.
E’ difficile sapere dove si trova l’insieme del materiale documentale.

Pare che volontaristicamente un dipendente abbia provveduto a ordinare ciò che è stato possibile rinvenire dell’ex Comune di Sant’Eufemia. Ma il materiale dove è allocato? E quello di Nicastro e Sambiase in che condizioni si trova e dove è depositato?
Tutto i documenti (fascicoli, delibere, ecc.) di Lamezia Terme dalla data della sua costituzione, giace nello scantinato dell’edificio sede degli uffici del sindaco e dell’aula consiliare. Ma non è ordinato e catalogato e, soprattutto, è privo di protezione da polvere e topi.
Ecco, quello che desidero proporle e di fare elaborare un progetto per la sistemazione di questo ricco patrimonio documentale, da proporre alla Regione nei termini fissati dall’avviso oggetto della presente.
Per altro, potrebbe essere questa una eccellente occasione per gli studenti degli istituti superiori della nostra città (soprattutto i Licei “F. Fiorentino” e “Campanella”) per realizzare, d’intesa con il Comune, progetti di “studio e lavoro”.

Mi permetto anche di suggerire di destinare all’archivio storico del nostro Comune il secondo piano del complesso “San Domenico”, utilizzando i tanti spazi esistenti, adeguatamente attrezzati in modo da rendere agevole la fruizione a ricercatori e semplici cittadini interessati a indagare e conoscere la storia della nostra città, in parte rappresentata dalla documentazione custodita negli archivi”.

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