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Lamezia. In uscita nuovo libro di Michela Cimmino “Di tuberose, fresie e gelsomini… di giuggiole e cannella”

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Lamezia. In uscita nuovo libro di Michela Cimmino “Di tuberose, fresie e gelsomini... di giuggiole e cannella”

Ricette di famiglia, fotografie in bianco e nero e a colori, ricordi, sentimenti e valori senza tempo nel libro “Di tuberose, fresie e gelsomini… di giuggiole e cannella” di Michela Cimmino con Maria Teresa Di Benedetto, edito da Grafiché Editore, in uscita nelle prossime settimane

Lungo un filo rosso fatto di sapori e odori di un tempo, di un passato carico di vita e di futuro, si intreccia la storia personale di Michela e della sua famiglia, fatti storici come l’attentato a Cossiga e passaggi importanti della storia della nostra città, personaggi rimasti per sempre nel cuore di tutti noi come la professoressa e parlamentare Graziella Riga, i rapporti sinceri e autentici con amici e studenti, l’impegno per la promozione del territorio e delle sue peculiarità. Il libro vanta la prefazione di Giorgia Gargano, la postfazione di Franco Cimino, sinossi a cura di Salvatore D’Elia e Francesco Polopoli.

Tratto da “Di tuberose, fresie e gelsomini… di giuggiole e cannella”

Il mio trisavolo Andrea d’Amato così raccontava…

Amalfi 5 dicembre 1865

“Era una notte buia, senza luna, col mare in tempesta. Bianche e alte onde i cui  spruzzi raggiungevano gli incauti passanti per le vie che costeggiavano il mare di Amalfi, erano uno spettacolo, dono dell’iroso Nettuno.

L’acqua veniva giù a catinelle dal cielo illuminato da fulmini e saette, preceduti da poderosi brontolii di tuoni che salivano dal mare e dai monti Lattari.

Pochi i passanti, strattonati dal vento profumato di salsedine, rare le carrozze trainate da cavalli, pure loro schiumosi di nitriti e marosi.

[…] Si misero a tavola con abiti nuovi, dopo aver bruciato nel camino quelli che indossava e si consolò con le tante pietanze della nonna, provetta cuoca… zuppetta alla santè, scarola riccia con passule e olive nere, melanzane al cioccolato fondente e, per finire, un passito dei vitigni dei giardini prensili di Tramonti”.

[…] Per quanto mi riguarda, quella notte non feci bei sogni!