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Lamezia, ordinanza anti-prostituzione: la soddisfazione dell’ex sindaco Mascaro

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ordinanza anti prostituzione

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LAMEZIA. I commissari prefettizi alla guida del Comune hanno emesso in questi giorni un’ordinanza per contrastare la triste e inquietante realtà della prostituzione.

Sulla questione interviene anche l’ex sindaco Paolo Mascaro che così si esprime: “Con mia ordinanza sindacale n. 220 del 23/11/2016 si disponevano provvedimenti urgenti per contrastare il dilagante fenomeno della prostituzione in alcune vie della città.

La detta ordinanza era oramai scaduta in data 31/12/17 ma era necessario che la commissione proseguisse l’operato dell’amministrazione Mascaro non certo per la criminalizzazione di persone spesso vittime di violenza o sfruttamento ma per ridare dignità a territori eccessivamente degradati.

Una prostituta a bordo strada
Una prostituta a bordo strada

Tutelare la sicurezza dei territori – sottolinea ancora Mascaro – contrastare situazioni di degrado, adottare programmi di sostegno e recupero per le vittime di violenza. Bisogna continuare nella strada già positivamente tracciata”.

Anche la terna commissariale pubblica una nuova ordinanza per cercare di frenare il fenomeno della prostituzione per strada.

L’ordinanza dei commissari individua anche delle zone precise della città dove il fenomeno sarebbe palesemente diffuso e cioè il piazzale della Locomotiva a Sant’Eufemia, la statale 18 nel tratto tra Acconia e il Cafarone, piazza Mazzini e piazza Fiorentino.

Nell’ordinanza, i commissari evidenziano il fatto che “la prostituzione su strada desta notevole preoccupazione ed allarme nella collettività pregiudicando oggettivamente e fortemente le condizioni di vivibilità dei cittadini e creando gravissimo pericolo alla circolazione veicolare come spesso testimoniato dai numerosi e reiterati fatti documentati, anche dalle cronache giudiziarie, non ultima l’operazione della polizia locale cittadina del luglio 2016”.

L’ordinanza della terna commissariale prevede multe dai 250 ai 516 euro (con sanzione ridotta per chi paghi entro 60 giorni) ai danni di chi “dovesse porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione.

ordinanza anti prostituzioneLa violazione si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona e/o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa persona stia esercitando la prostituzione”.

I commissari hanno pensato anche alla ‘riabilitazione‘ umana e sociale delle persone vittime di violenza e dedite alla prostituzione. Per loro previsti dei programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale, grazie anche alle varie realtà attive sul territorio che si occupano del recupero delle vittime di tratta, costrette a mercificare il proprio corpo e a subire violenze inaudite.