Lamezia, l’ospedale chiuderà se non sarà inserito nell’azienda Pugliese – Mater Domini

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assemblea dei sindaci del distretto sanitario-LameziaTermeit

Oggi l’incontro dei sindaci del distretto sanitario lametino

LAMEZIA. “Lamezia deve essere integrata nell’azienda che si sta costituendo a Catanzaro e che servirà tutta la regione. Anche se l’ospedale cittadino è uno spoke, ciò non significa che esso debba essere dimenticato, escluso dal riordino sanitario in corso nell’area provinciale. In quella che doveva essere l’azienda Dulbecco e che sarà il polo Pugliese – Mater Domini, Lamezia dovrà avere il suo ruolo magari anche con la realizzazione di un polo traumatologico che la Calabria non ha ancora”.

Sono, in sintesi, le richieste avanzate nel corso dell’assemblea tenutasi oggi pomeriggio nel palazzo municipale di via Perugini. L’incontro era stato indetto appositamente per i sindaci del distretto sanitario lametino ma i primi cittadini hanno disertato in massa la riunione. L’unico sindaco presente era Michele Rizzo di Platania. A partecipare all’assemblea la terna commissariale al completo composta da Francesco Alecci, Maria Grazia Colosimo e Rosario Fusaro; i commissari sono stati affiancati dal segretario generale Maurizio Ceccherini.

A volere l’incontro sono stati i rappresentanti del comitato “Salviamo la sanità lametina”, di Cittadinanzattiva e del comitato “Malati cronici”. Nicolino Panedigrano, Riccardo Viola, Giuseppe Gigliotti, Felice Lentidoro hanno rivendicato il diritto alla salute delle centinaia di migliaia di utenti che orbitano nel bacino territoriale lametino.

Gli esponenti dei vari sodalizi hanno sottolineato l’importanza di questa battaglia “che sarà l’ultima per risollevare le sorti della sanità locale. Se perderemo questo ultimo treno – hanno asserito – saremo tagliati fuori per sempre e il nostro ospedale sarà destinato a chiudere visto che già funziona esprimendo solo il 40 per cento del suo reale potenziale”. All’assemblea sono stati invitati anche i consiglieri regionali dell’area centrale calabrese ma, anche in questo caso, l’invito è caduto nel vuoto.

A perorare la causa di Lamezia e della sanità locale è rimasto il consigliere regionale del Pd Tonino Scalzo che ha dichiarato: “Sulla carta l’ospedale Giovanni Paolo II è polo formativo per l’università Magna Graecia di Catanzaro, allora bisogna dargli la dignità che merita. Vedremo con quali funzioni l’ospedale cittadino potrà stare nell’azienda Pugliese – Mater Domini”. Scalzo si sta facendo promotore di questa richiesta attraverso una legge regionale che passerà al vaglio delle commissioni e dell’assemblea di Palazzo Campanella. “Nella legge – ha assicurato Scalzo – sarà tutto dettagliatamente spiegato”

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