Lamezia, tutti pazzi per il panino della fiera: una nuova moda a cui nessuno resiste più

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Lamezia, tutti pazzi per il panino della fiera: una nuova moda a cui nessuno resiste più

LAMEZIA. Tutti pazzi per il panino della fiera.

Sono ormai diversi anni che, per le feste patronali, la tradizionale fiera viene invasa da banchetti di rosticceria ambulante che preparano in tempo reale centinaia e centinaia di panini imbottiti.

Salsiccia, peperoni, cipolla, patatine, questi gli ingredienti standard ulteriormente conditi con salse altrettanto succulente. Ma naturalmente, come ogni fiera che si rispetti, non può mancare ‘sua maestà la porchetta’ che viene messa in bella mostra prima di essere letteralmente fatta a fettine per riempiere due belle fette di pane e andare a soddisfare i palati più strong.

Al ‘paninazzo’ della fiera ormai non rinuncia più nessuno. Fino a qualche anno fa lo struscio per i due principali corsi cittadini era finalizzato all’acquisto di qualcosa di particolare, di quella mercanzia messa in vendita da ambulanti che arrivavano da fuori regione.

La crisi economica ha fortemente ridimensionato la manifestazione fieristica; ì venditori sono quasi tutti nostrani, la merce è quella che si vede generalmente nei mercatini rionali.

A dare il colpo di grazia alla tradizionale festa patronale sono state le nuove norme della circolare Gabrielli sulla safety & security che, dal luglio scorso, regolamentano le manifestazioni pubbliche. In virtù della nuova normativa, la fiera è stata soppressa su corso Numistrano e tutte le postazioni di vendita sono state riprogrammate.

Allora, sembra proprio che il ‘paninazzo’ rimanga uno dei pochi sfizi da concedersi durante la fiera; una volta andare a vedere le bancarelle della fiera voleva dire comprare comunque qualcosa come gesto augurale, oggi sembra che l’unico auspicio sia quello di consumare in compagnia un bel panino farcito di ogni ben di Dio.

Famiglie intere, comitive di amici: l’alleanza gastronomica è presto fatta, per ritrovarsi e dedicarsi al rito del panino, anche a costo di fare la fila al banchetto scelto per la serata, all’insegna del ‘mangia che ti passa’.

A seguire l’esempio degli ambulanti della fiera anche i gestori di bar e pizzerie che hanno allestito i loro banchetti davanti ai rispettivi esercizi commerciali.

Le feste patronali del santo protettore e dei santi patroni una volta profumavano di zucchero filato, di miele e di mandorle che venivano torrefatte al momento per fare il torrone.

Oggi sono cambiati i tempi e pure gli odori: il fumo e l’odore della cipolla lo vedi e lo senti da lontano e dalla folla che c’è intorno capisci subito che il ‘panino time’ è scattato. E, al diavolo la dieta e la prova costume!

Un pieno di grassi e carboidrati, è una concessione quasi licenziosa, una goduriosa voglia a cui nessuno resiste più!

Redazione

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