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Lamezia. Piccioni: NO a impianto idroelettrico a Caronte

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La città abbia possibilità di riflettere
E’ inconcepibile ed inaccettabile

Comunicato Stampa

Come si può pensare di trasformare un’area di grande valore naturalistico in cui insistono le famose acque termali di Caronte e il parco Mitoio in una zona qualsiasi in cui produrre energia elettrica?

Siamo rimasti di sasso leggendo l’albo pretorio comunale nei giorni scorsi: è infatti pervenuta al nostro comune da parte del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria la comunicazione dell’avvio della procedura di verifica dell’impatto ambientale in merito alla realizzazione di un impianto mini-idroelettrico a Caronte, sul torrente Bagni.

Avallare un’iniziativa del genere significherebbe mettere una pietra tombale sullo sviluppo naturalistico e sulle prospettive di vocazione turistica dell’area di Caronte e del Parco Mitoio: un’area straordinaria per la presenza delle acque sulfuree e per un parco che è un vero tesoro naturale da custodire e preservare.

Tra l’altro l’opera andrebbe ad incidere anche sulle piccole cascate presenti nei pressi della famosa “gurna” di Caronte che, sebbene mai regolamentata, di fatto nella nostra città è diventato un punto di riferimento per tantissimi lametini e un grande attrattore di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Certo nell’ottica da tutti auspicata di incrementare la vocazione turistica dell’area favorendo la creazione di nuove strutture legate alle acque termali e prevedendo percorsi naturalistici all’interno del parco Mitoio c’è ancora tanto da fare, ma non si capisce davvero perchè si voglia “uccidere” questa area.

E’ evidente a tutti che siamo in pieno agosto e che la lettura dell’albo pretorio di un ente non è pratica comune alla stragrande maggioranza dei cittadini. Proprio per questo, dopo avere espresso con grande fermezza e chiarezza la mia contrarietà all’iniziativa, lancio un appello ai commissari affinché si dia la massima diffusione al progetto presentato e soprattutto affinchè venga favorita un’occasione di riflessione da parte di tutta la comunità lametina, dal mondo delle professioni alle diverse realtà dell’associazionismo ambientale che a Lamezia sono particolarmente attive.

Senza dimenticare che, nell’ambito della proposta “Lamezia Spazio Generazione 2021” che ha consentito al nostro Comune di ottenere quasi 100 milioni di euro del programma nazionale per la qualità dell’abitare, è prevista, tra le altre iniziative, la valorizzazione della fascia costiera attraverso la realizzazione e la messa in sicurezza del fiume Bagni e di un ponte, piste ciclabili e pedonali nell’ottica della rigenerazione ambientale dell’area. Come si conciliano progetti così diversi e radicalmente opposti nella stessa area?

Al di là delle dimensioni dell’impianto, è evidente che si va ad installare una serie di elementi e ad incidere in una zona della città che, nonostante i richiamati innegabili ritardi su questo fronte, è naturalmente predisposta per il turismo termale, per i sentieri naturalistici, un percorso naturale che da Caronte, passando attraverso il Parco Mitoio, risale verso le colline dell’hinterland lametino con scenari suggestivi.

Non si può andare a modificare così radicalmente una realtà del nostro territorio con una mera procedura formale della durata di 30 giorni, tra l’altro in pieno agosto.

La commissione straordinaria, nelle modalità e nei tempi adeguati, dia alla città la possibilità di prendere visione e di confrontarsi in maniera costruttiva sul progetto.

Come movimento Lamezia Bene Comune pensiamo di organizzare nel mese di settembre un’iniziativa pubblica, invitando tecnici del settore, perché, a prescindere dalle decisioni che si assumeranno, la città sia informata e consapevole.

Noi faremo la nostra parte.

Rosario Piccioni
(Lamezia Bene Comune)

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