Lamezia, Piccioni: “PSC di Mascaro con commi antimafia soppressi e partorito da giunta monca. Massima attenzione da parte dei commissari”

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Comune Lamezia Terme - LameziaTerme,it

La dichiarazione del consigliere Rosario Piccioni

Comunicato stampa:

Nel dibattito sul Piano Strutturale Comunale, che secondo quanto si apprende dalla stampa sarebbe all’attenzione della commissione straordinaria per l’approvazione, occorre a mio avviso fare chiarezza su alcuni punti fondamentali.

Avv. Rosario Piccioni - Lameziatermeit
Avv. Rosario Piccioni

Innanzitutto è bene ribadire che la commissione straordinaria ha tutto il diritto e pieno titolo a varare il piano strutturale comunale. Tutti sanno che la Commissione straordinaria svolge in pieno i poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale non solo per l’ordinaria amministrazione ma anche per la quella straordinaria. Questo è un dato importantissimo che non bisogna mai dimenticare, nè può essere messo in discussione.

Detto ciò, dai rumors sembrerebbe che allo stato attuale ci sia una proposta di delibera da parte del dirigente di settore alla commissione straordinaria per approvare il piano. Sembrerebbe, è d’obbligo usare il condizionale, che si tratti della stessa proposta partorita sotto l’amministrazione disciolta. Ed è su questo punto che vorrei richiamare la massima attenzione della commissione straordinaria. Vorrei ricordare che nella delibera di piano strutturale comunale approvata a fine agosto scorso dalla giunta disciolta, sono stati soppressi i commi antimafia, introdotti dall’amministrazione di centrosinistra nel 2015 per contrastare gli appetiti criminali su un atto di straordinaria portata come il piano strutturale. Sono stati soppressi tre commi dell’ articolo 1 del regolamento edilizio urbanistico, approvato dal consiglio comunale nel febbraio 2015, che sancivano in maniera inequivocabile che tutte le attività urbanistiche disciplinate dal Psc del Comune di Lamezia Terme operano in contrasto con gli interessi della criminalità organizzata. Rispetto a questo importantissimo tema, vogliamo sapere come ha intenzione di muoversi la commissione straordinaria in vista della possibile approvazione del Psc. Sarebbe paradossale che rappresentanti dello Stato mantenessero lo stralcio voluto dall’amministrazione disciolta, aldilà delle futili e flebili giustificazioni del tempo formulate dall’amministrazione Mascaro.

E ancora, voglio ricordare alla commissione straordinaria le modalità “politicamente anomale” con cui è stato approvato il Psc dall’amministrazione Mascaro nella seduta di giunta di fine agosto scorso: con una giunta monca, con il voto favorevole solamente del sindaco e di tre assessori, di cui una si è astenuta pur garantendo con la sua presenza il numero legale. Con il voto favorevole di due assessori nominati soltanto da due mesi, che dunque non avevano minimamente seguito l’iter del Piano. È un Psc, oltre che partorito da una giunta già sotto la lente della commissione d’accesso, frutto di una spaccatura politica e con una maggioranza lacerata da lotte intestine. È evidente che non c’è alcuna visione politica dietro la proposta oggi oggetto di attenzione da parte della commissione straordinaria.

È su tali questioni che mi auguro si concentri il dibattito anche delle altre forze politiche del centrosinistra, insieme alle quali nelle ultime settimane di consiliatura abbiamo condotto una battaglia comune per non arrivare all’approvazione dello strumento urbanistico alla vigilia della decisione del consiglio dei ministri sullo scioglimento. La commissione straordinaria presti la massima attenzione alle questioni richiamate e valuti attentamente la proposta oggi in fase di studio. Soprattutto valuti modi e forme, anche con iniziative pubbliche, per dialogare con gli ordini professionali e le forze sane della città. Stiamo parlando del documento che va a disegnare lo sviluppo della città per i prossimi decenni, un atto che va ad incidere sulla vita di tanti cittadini ed imprese della nostra città. Dopo di che, come è giusto che sia, la Commissione faccia anche le sue valutazioni e assuma le decisioni del caso. Di certo non può rimanere tutto fermo: tanti cittadini ormai da tempo aspettano delle risposte in un settore così vitale e non è giusto che paghino ulteriormente il prezzo della cattiva politica che ha portato allo scioglimento.

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