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Lamezia. Raso (FdI): si posticipi la riapertura delle scuole

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scuola

Continua inesorabilmente l’ascesa dei contagi a Lamezia in coincidenza con gli effetti generati soprattutto dall’apertura delle scuole, ma anche dai mancati controlli sul territorio

Comunicato Stampa

I dati ci dicono inesorabilmente che siamo oggi a 573 contagi totali a far data dal 24 settembre (data apertura delle scuole) allorquando in quella data si contavano solamente 15 casi di positività in città.

Alla chiusura delle scuole secondarie di secondo grado avevamo solamente 59 casi di contagi totali e 39 positivi.

Alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado (primarie e secondarie di primo grado) si contavano già 218 casi e 178 positivi.

Com’è noto però, la scia della precedente apertura dispiega i suoi effetti almeno dopo un paio di settimane arrivando così alla soglia record di 331 casi totali e di 253 positivi.

Dopo circa 12/13 giorni dalla riapertura si vedono subito gli effetti delle chiusure (delle sole scuole primarie e secondarie di primo grado poiché le secondarie di secondo grado erano già chiuse) raggiungendo i 430 casi totali ma con un abbattimento di ben 107 positivi attuali e con 213 guarigioni sul complessivo, per arrivare così ai 146 positivi del 12 dicembre.

Dalla riapertura di tutte le scuole avvenuta il 30 novembre con la discussa ordinanza sindacale lametina (in controtendenza con tutte quelle del comprensorio che hanno avuto ben altro coraggio), si è giunti oggi alla cifra record di 573 casi totali e 209 positivi in città con un aumento dal “14 dicembre lunedì” (dopo circa 12/13 gg. dalla riapertura delle scuole), di ben 143 casi in sole due settimane!

Per quanto sopra e poiché è noto a tutti che le scuole non sono affatto in sicurezza e non lo saranno mai giacché metterle in sicurezza è oggettivamente impossibile in una pandemia mondiale, e, considerata la fragilità dei nostri sistemi sanitari ( anche se non dovrebbe certo essere un parametro di valutazione poiché nessuno vuole mandare i propri cari nelle terapie intensive anche se ci fossero), sollecitiamo le istituzioni comunali e regionali, affinché con responsabilità verso il diritto all’istruzione ma anche e soprattutto verso quello alla salute, si determino nella direzione di sollecitare le forme di didattica digitale integrata e facoltativa verso quei soggetti che temono più di ogni altro, per la salute degli alunni e dei propri cari, onde evitare di sopprimere loro il diritto all’istruzione a causa delle inevitabili assenze.

Tralasciando la tragicomica vicenda degli incontri tra il comitato ed il sindaco alla quale abbiamo assistito, la situazione risulta oggi ancor più grave in seguito alla mancata adozione di politiche per il contenimento del contagio nel territorio, anche nel tramite di semplici messaggi alla precauzione mandati alla città. Nelle scuole non viene fatta alcuna rilevazione dei contagi poiché sospesi a far data dal 4 novembre scorso dalla Ministra all’Istruzione, ma sono note le chiusure di migliaia d’ Istituti scolastici a livello nazionale ed i casi di focolai non si contano più.

Lamezia. Raso (FdI): si posticipi la riapertura delle scuole
Rappresentazione grafica dell’andamento dei contagi a Lamezia in dalla riapertura delle scuole del 24 settembre 2020 al 29 dicembre 2020

Sono altresì note nel nostro territorio, le chiusure di moltissimi istituti scolastici che si sono susseguite incessantemente sia nel pre-chiusura che nel post apertura, in assenza di qualsivoglia informazione alle famiglie, agli stessi docenti e a tutto il personale della scuola nei giorni che hanno preceduto le vacanze natalizie.

Una delle nostre proposte è quella di prevedere (ma non la sola), in alternativa alla chiusura che sarebbe la forma più cautelativa, è quella di prevedere forme di didattica digitale integrata e facoltativa verso coloro i quali non se la sentono di mandare i propri figli a scuola in questa situazione.

Contrariamente ad altri comuni del comprensorio che con la chiusura delle scuole ed un efficiente controllo del territorio sono riusciti a contenere l’avanzata dei contagi, oggi a Lamezia non c’è alcuna garanzia di salubrità, e pertanto, non c’è altra scelta possibile se non quella di posdatare la riapertura del sette di gennaio 2021.

Gli effetti della mancata chiusura precedente sono ormai sotto gli occhi di tutti, e ci auspichiamo quindi di non ripetere gli errori già commessi.

Pasqualino Raso – FdI – Lamezia Terme

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