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Lamezia Rifiuti Zero: Amministrazione si opponga alla realizzazione della megadiscarica

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Lunedì 27 luglio una delegazione dell’associazione Lamezia Rifiuti Zero, guidata dalla presidente Dina Caligiuri, ha incontrato il sindaco Paolo Mascaro, il vicesindaco Antonello Bevilacqua e l’assessore all’ambiente Franco Dattilo, allo scopo di portare all’attenzione dell’amministrazione comunale alcune questioni cruciali relative alla gestione dei rifiuti nel territorio cittadino

Comunicato Stampa

L’associazione, all’indomani della firma della delibera della giunta comunale per l’avvio dell’iter realizzativo per la sopraelevazione della prima vasca della discarica di località Stretto, destinata ad accogliere ulteriori 150.000 mc di rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, ha inteso esprimere la propria posizione riguardo alla questione discariche, a seguito di quanto previsto dalla recente ordinanza della presidente della Regione Jole Santelli.

Come noto, oltre all’ampliamento delle due vasche già esistenti, per una capienza di 150.000 e 55.000 mc, l’ordinanza prevede la realizzazione di una terza enorme vasca per una capienza di 600.000 mc di rifiuti urbani derivanti dal pretrattamento dei rifiuti indifferenziati. L’associazione di volontariato, che sostiene e diffonde i principi di sostenibilità ambientale ed economica della nota Strategia Rifiuti Zero, sostenuta in Italia primariamente da Rossano Ercolini, premio “nobel” per l’Ambiente nel 2013, ha sottolineato, nel confronto con gli amministratori, che il Comune di Lamezia, appartenente all’Ato di Catanzaro, registra un crescente virtuosismo nella gestione dei rifiuti e deve tutelare il proprio territorio e il proprio operato, opponendosi alla realizzazione della megadiscarica, che diventerebbe di certo la scappatoia per risolvere le incapacità gestionali dei comuni più arretrati, dovendosi limitare invece a usare delle ulteriori capienze deliberate esclusivamente per soddisfare le esigenze del proprio ristretto ambito territoriale. Ciò non in virtù di uno spregio del principio di solidarietà tra comuni, quanto piuttosto come stimolo alle amministrazioni dormienti a darsi celermente da fare per attivare e sviluppare le raccolte differenziate nei propri territori e a ridurre drasticamente la mole dei rifiuti indifferenziati prodotti, destinati altrimenti a vagare per il territorio regionale. Tali osservazioni sono state accolte e condivise dal sindaco, che si è detto contrario alla realizzazione della terza megavasca e disposto a difendere i siti in via di realizzazione contro chi volesse farne un uso inappropriato; ciò in nome del principio di autonomia nella gestione dei rifiuti prodotti dai territori, che deve finalmente trovare applicazione.

L’associazione lametina, non entrando nel merito di valutazioni di impatto ambientale relative ai siti in questione, ha manifestato la propria consapevolezza della necessità di garantire all’ambito territoriale cui Lamezia afferisce le capienze necessarie per allocare gli scarti del trattamento dei propri rifiuti indifferenziati, enfatizzando la necessità che la città profonda un impegno sempre maggiore per aumentare la percentuale dei rifiuti raccolti in modo differenziato e di quelli effettivamente riciclati, spingendo per una sempre migliore qualità del rifiuto raccolto. I recenti aumenti percentuali della raccolta differenziata, dovuti all’estensione del metodo porta a porta in buona parte della città, devono portare con ottimismo e convinzione a puntare a percentuali sempre più elevate, raggiungendo almeno il 75% entro il 2035, come richiesto dal pacchetto economia circolare dell’Unione Europea. D’altronde sono molti i comuni in Italia che già attualmente raggiungono e superano di gran lunga questo traguardo (si pensi al comune di Capannori (LU) con l’85 % di raccolta differenziata per il 2018, come riportato da catasto nazionale dei rifiuti dell’Ispra) e anche in Calabria molti comuni piccoli raggiungono percentuali elevatissime (ad esempio la vicina Girifalco il 74% o Carolei nel cosentino con l’80% nel 2018) dimostrando che non esiste alcuna barriera etnografica al raggiungimento degli obiettivi in questione.

L’associazione ha poi portato all’attenzione degli amministratori l’importanza di rifiutare in modo deciso qualunque ipotesi di incenerimento dei rifiuti. Spesso definita come “termovalorizzazione” e pubblicizzata come la soluzione magica ad ogni problema di gestione dei rifiuti, la pratica dell’incenerimento è un’attività scellerata, assolutamente antieconomica e insostenibile dal punto di vista ambientale. Bruciare i rifiuti, che racchiudono preziose risorse che devono invece essere recuperate e valorizzate, rappresenta un assoluto non senso, in un’epoca di fame di materie prime e di scarsità di risorse, specialmente da parte dei paesi europei costretti ad importarle a caro prezzo dagli altri continenti.

La soluzione non sono gli inceneritori, che l’Europa ha dichiarato incompatibili con i principi dell’economia circolare (che si basa sul riuso delle risorse), quanto piuttosto le buone pratiche Zero Waste – in primis riduzione, riuso, riciclo e riprogettazione – che devono essere attuate in tutto il mondo e alle quali le municipalità possono e devono dare un forte impulso.

La riduzione dei rifiuti prodotti è la priorità assoluta nella gerarchia della gestione dei rifiuti: tutte le buone pratiche che vanno in questa direzione devono essere sostenute e incentivate dall’amministrazione comunale.

Il sindaco Mascaro si è detto in tal senso favorevole a rivalutare l’attuazione delle soluzioni della strategia rifiuti zero, cui aveva aderito con delibera di giunta nel luglio del 2016, impegnandosi a nuovo incontro per valutare l’attuabilità di un nuovo percorso nella direzione suggerita dall’associazione cittadina. Il sindaco ha inoltre comunicato che a breve partirà la consegna di cento compostiere domestiche a famiglie cittadine dotate di giardino, che con la pratica del compostaggio potranno contribuire alla riduzione dei costi di gestione e conferimento del rifiuto organico a carico del comune.

L’assessore Dattilo, estremamente sensibile alle tematiche ambientali e in particolare al problema dei rifiuti, ha dato ampia disponibilità all’associazione per collaborare allo sviluppo di diverse idee progettuali suggerite da Lamezia Rifiuti Zero, nel segno della cura del territorio e della sensibilizzazione della collettività.

Tra gli obiettivi non lontani si è ricordata l’applicazione della tariffazione puntuale, alla quale la città si sta gradualmente preparando con la dotazione ai cittadini di cinque mastelli, uno per ciascuna frazione dei rifiuti, idonei a tracciare i conferimenti delle utenze, in modo da premiare con uno sconto in bolletta i cittadini che produrranno meno rifiuti indifferenziati.