Lamezia Rifiuti Zero: degrado centro storico dovuto anche a mancata informazione preventiva

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Rifiuti in strada a Lamezia Terme

Il centro storico di Nicastro, in questi giorni caldissimi di agosto, è invaso dai rifiuti sparsi sul piano stradale e sui marciapiedi, in particolare lungo Via Lissania, vicino all’episcopio, ma anche in molte altre strade del centro antico

Comunicato Stampa

La zona (individuata nel piano comunale come San Teodoro) è stata infatti raggiunta a metà luglio dal servizio di raccolta differenziata porta a porta.

Tale odioso effetto secondario della sopraggiunta raccolta differenziata non può e non deve essere interpretato, in modo semplicistico e affrettato, come dovuto al fisiologico adattamento al cambiamento da parte dei cittadini o come conseguenza inevitabile della loro inciviltà.

Piuttosto bisogna chiedersi cosa ha fatto l’amministrazione comunale per evitare preventivamente tale scempio, che mortifica ancora una volta la dignità della nostra città e dei suoi abitanti, generando quotidianamente perdite economiche e ed emergenze sanitarie.

La stessa amministrazione comunale aveva preventivato, nel progetto presentato nel 2017 per accedere tramite la Regione Calabria ai fondi comunitari, poi ottenuti, misure di informazione e sensibilizzazione necessarie e indispensabili da effettuarsi categoricamente ben prima dell’avvio della raccolta, come recitano i manuali.

Tali misure comprendevano, come si evince dalla lettura del testo del progetto approvato, formazione del personale, attività di educazione sul territorio, nei quartieri, nelle scuole, campagne mediatiche di vario genere, tramite radio, tv, web e social media, oltre ai classici manifesti e materiali cartacei, e tanto altro.

Inoltre gli incaricati del comune avrebbero dovuto raggiungere porta a porta tutte le utenze, consegnando i mastelli insieme ai materiali cartacei informativi, illustrando le nuove modalità di raccolta e spiegandone l’importanza, per motivare i cittadini ad una corretta gestione dei propri scarti ed essere certi di aver raggiunto tutti con la corretta comunicazione. Nulla di tutto questo ad oggi è stato fatto.

Nonostante il lunghissimo tempo di attesa per la partenza della raccolta porta a porta dopo l’approvazione del progetto, il nuovo sistema di raccolta è piombato nella prima zona di estensione del servizio senza alcun utile preavviso e senza l’indispensabile informazione. Due righe sul sito del comune e un gazebo aperto per dieci giorni nel mese di luglio sul corso Numistrano dove recarsi a ritirare i mastelli (qualora se ne avesse avuta notizia) è tutto ciò che il comune ha messo in atto per scongiurare l’emergenza di questi giorni.

La nostra associazione in più occasioni aveva allertato gli uffici comunali ad intraprendere quanto necessario per preparare la cittadinanza ed evitare il trasformarsi della città in una discarica a cielo aperto (più di quanto già non lo fosse). Gli effetti di una mancata o cattiva comunicazione che accompagni la raccolta porta a porta non sono infatti una prerogativa dell’incivile popolazione lametina, ma si manifestano sistematicamente e prevedibilmente, con notevole entità, in tutti i comuni di Italia dove non si effettui la corretta preventiva informazione. Ciò che ci preme oggi e che chiediamo con forza all’amministrazione comunale è di recuperare il tempo perso e di utilizzare le risorse finanziarie per come preventivato, destinando un impegno adeguato alle attività di comunicazione e sensibilizzazione come da progetto finanziato. Quasi tutta la città sarà nei prossimi mesi interessata dalla raccolta porta a porta e ciò che sta accadendo in questi giorni nel centro storico deve essere scongiurato nelle altre zone, mettendo in campo ogni strumento possibile, soprattutto effettuando prima la comunicazione e partendo solo dopo con il servizio.

Sappiamo bene, ahinoi, che esistono difficoltà di vario genere nella macchina comunale di Lamezia Terme e nella società Multiservizi, ciò non esime, né giustifica chi opera, ben remunerato, nel settore dei rifiuti ad operare in modo illogico e sciatto, aggravando le condizioni già molto degradate in cui versano la comunità e il territorio di Lamezia Terme.

Dina Caligiuri

Presidente dell’associazione Lamezia Rifiuti Zero

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