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Lamezia. Rimane ancora aperta la questione Rom

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scordovillo

Nella programmazione dell’Agenda Urbana si spera che i fondi destinati a iniziare a risolvere la questione Rom non si incaglino nella burocrazia della Regione Calabria e siano malamente gestiti a livello comunale, rivelandosi l’ennesimo fiasco così come già successo nei trascorsi quarant’anni di passate amministrazioni di diverso colore politico.

Questo uno degli argomenti trattati nella trasmissione live  La bella stagione condotta da Nadia Donato e Maria Scaramuzzino. Nel corso della puntata trasmessa in streaming su lameziaterme.it e settimionews.it è stata sviluppata la tematica dell’integrazione dei cittadini rom, un’annosa questione mai risolta a livello sociale e culturale.

Ad intervenire per primo sulla questione è stato il sindaco Paolo Mascaro, il quale ha manifestato fin da subito la sua visione di un intervento forse utopico, ma che possa concretizzarsi con l’uso corretto dei fondi europei previsti dall’Agenda Urbana perché non si miri solo allo smantellamento del campo rom, ma si proceda con un’opera di integrazione sociale che immagini un accompagnamento soprattutto per i bambini fin dai primi anni di vita.

Una visione in accordo con il pensiero espresso anche dalla consigliera Lucia Alessandra Cittadino, la quale, in una sua più ampia visione di integrazione, ha auspicato ad un affiancamento delle famiglie rom attraverso l’azione instancabile ed encomiabile lavoro delle associazioni operative sul territorio e la disponibilità di famiglie lametine che abbiano la volontà di adottarle, operando in ottica di inclusione sociale.

Già la scorsa settimana il comitato ha avuto un incontro in videoconferenza con la Regione atto ad avere maggiori delucidazioni sulle schede previste dall’Agenda Urbana da esplicare entro il 31 dicembre 2023, ragionando sulle modalità di uso dei fondi europei destinati non solo all’aspetto abitativo, ma anche a quello, appunto, di inclusione sociale. Quello che si vuole evitare è proprio che si creino ulteriori ghetti, come nel caso della zona detta Ciampa di cavallo. Ghetti che chiudano ulteriormente le possibilità di dialogo tra cittadini cosidetti ‘italiani’ e concittadini di origine rom.

Su questo punto si è anche espresso il consigliere Rosario Piccioni, il quale ha colto l’occasione perché sia rivalutata la proposta già presentata nel 2014 alla precedente amministrazione, secondo la quale, in funzione di un dialogo aperto tra maggioranza e opposizione, è necessario interloquire direttamente con i rom e individuare il maggior numero possibile di luoghi perché si possa iniziare a sgomberare il campo, buttando un occhio di riguardo al futuro dei tanti bambini del campo, ad oggi precluso di ogni rosea prospettiva.

Quello che preme sapere alla cittadinanza lametina è che si inizino a buttare le basi per cominciare a risolvere una questione sollevata in ogni campagna elettorale, ma che non trova mai una adeguata e concreta risoluzione attuativa.

Felicia Villella