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Lamezia. Ruberto chiede al consiglio comunale di votare la decadenza di Pegna

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Continua la querelle tra Ruggero Pegna, Pasqualino Scaramuzzino e Vincenzino Ruberto

Quest’ultimo, in una missiva si rivolge al presidente del Consiglio Comunale, avv. Peppino Zaffina, al Segretario generale, dott. Pasquale Pupo, al sindaco avv. Paolo Mascaro, ai consiglieri comunali del Comune di Lamezia Terme e al Prefetto di Catanzaro.

Di seguito la lettera:

Scrivo, in prima battuta, a Voi tutti consiglieri comunali (e, quindi, ai soggetti istituzionali in epigrafe), visto che Vi troverete ad affrontare un argomento certamente delicato – considerato che riguarda l’elezione di un collega – ma che ha contorni assai chiari per certi versi e molto oscuri per altri.

Nel Consiglio comunale del 23/7/2020 Vi troverete ad affrontare una tematica che riguarda il consigliere Ruggero Pegna, il quale ha – indubitabilmente – una serie di debiti nei confronti del comune del quale vuole (pervicacemente) essere amministratore.

La domanda alla quale Vi chiedo di rispondere è se, in presenza di debiti verso l’ente, un soggetto (un qualsiasi soggetto) può rimanere nella carica di Consigliere Comunale o, meglio, se può essere convalidato come tale.

E’ questa la domanda alla quale dovrete rispondere in tutta coscienza: “in presenza di debiti, un soggetto può essere proclamato consigliere comunale?”

Non è difficile, non è obliqua, non è fraintendibile: la domanda in base alla quale dovrete votare è solo questa.

Di fronte a questa domanda posso – con certezza – affermare che il sig. Ruggero Pegna alla data dell’adozione della delibera C.C. n. 1/2019 aveva debiti maturati nei confronti del comune di Lamezia Terme e che, per tale ragione, non aveva (e non ha tuttora) le condizioni per essere convalidato consigliere comunale.

Oggi, il Pegna, sembra abbia pagato il proprio debito: ma oggi, però, non a dicembre 2019…!!!

Oggi – e (solo) dopo che ho inviato ben 6 istanze di accesso agli atti – ha pagato! Vi sembra possibile una cosa simile in uno Stato di Diritto?
E se io non avessi sollevato la questione?
State certi che il Pegna non avrebbe mai pagato…!!!

Ma ha pagato, però, solo una parte dei propri debiti verso il comune di Lamezia Terme e verso tutti i cittadini, visto che gli accertamenti effettuati dagli Uffici comunali (il dipendente Gennaro Trombetta e la dirigente Nadia Aiello) attestano che il Pegna:

  • –  ha una rateizzazione in corso presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • –  ha una serie di debiti derivanti dalla sua condizione di erede del padre.
    Tutto ciò, ripeto, non lo dico io, ma lo dicono gli Uffici del comune: oggi, quindi, siete di

fronte – da un lato – ad atti formali ed ufficiali che attestano la sua condizione di debitore

verso la collettività e, dall’altro, a semplici elucubrazioni del consigliere Pegna che affermano il contrario.

Vero è, quindi, che il sig. Pegna era debitore verso i cittadini di Lamezia Terme a dicembre e vero che il predetto è debitore oggi, ancora oggi, proprio nel momento in cui Voi siete chiamati a votare sulla sua (inammissibile) compatibilità con la carica di Consigliere comunale quando, invece, l’argomento dovrebbe essere la declaratoria della sua decadenza.

A conferma di quanto detto, Vi invio:

  1. 1)  la mail del 20/12/19 del dipendente Trombetta dalla quale risulta l’esistenza

    di due rateizzazioni (e non una sola come tenta di fare apparire il Pegna);

  2. 2)  la comunicazione a firma della dott.ssa Aiello del 14/02/2020, con la quale mi vengono trasmessi gli “accertamenti tributari trasmessi nei confronti del

    sig. Ruggero Pegna e relativi ai beni immobili ricevuti “pro quota” in eredità.”

Di tali due “fonti” di debito, però, stranamente si perdono le tracce, tanto che a Voi non viene data notizia alcuna, né se ne rinviene riscontro all’interno della relazione conclusiva del 6/7/2020 firmata dal segretario Pupo.
Per ultimo – e per agevolare la Vostra votazione in scienza e coscienza – Vi trasmetto:

a) la comunicazione dell’ex segretaria comunale, avv. Carmela Chiellino, del 14/02/20, che aveva già allertato gli Uffici comunali, indicando come “secondo un consolidato orientamento del Ministero dell’Interno, desumibile da parere dallo stesso espressi oltre che da giurisprudenza sul tema, l’approvazione di un piano fra le parti non è sufficiente a far venir meno l’ipotesi di incompatibilità”;

b) i pareri resi dal Ministero dell’Interno sul tema della rateizzazione, che attestano come il sig. Pegna non fosse convalidabile quale consigliere comunale a dicembre 2019 e sia, quindi, (a maggior ragione oggi) da considerarsi decaduto.

Alla luce di quanto sopra, Vi invito a riflettere circa il fatto che non è possibile alcuna sanatoria né è possibile alcun pagamento “postumo”: il sig. Pegna è da dichiarare decaduto. La delibera da assumere nei confronti del sig. Ruggero Pegna, quindi, è di presa d’atto della decadenza dalla carica di Consigliere Comunale e non già di accertamento delle condizioni di incompatibilità.

Le condizioni di incompatibilità devono accertarsi nella prima riunione consiliare e non possono essere sanate dopo che viene scoperto un debito già preesistente da anni (e, che, quindi, non è certo sopravvenuto): il sig. Ruggero Pegna ha avuto regolarmente notificate le cartelle esattoriali per le quali oggi sembra aver pagato ed un pagamento tardivo non è assolutamente consentito!!!

Alla luce di tale (volutamente) disordinata e confusa situazione, Vi invito:
– a non agevolare soluzioni pasticciate ed illegittime;
– a non avallare la tesi che chi non rispetta le regole – una volta scoperto in flagranza – può rimettersi a posto nel momento in cui (autonomamente) lo decide;
– a non sostenere che si possa (per anni ed anni) non contestare alcuna cartella esattoriale e poi farla franca nel momento in cui si viene scoperti;
– a non credere che a sbagliare siano gli uffici comunali, il catasto, l’agenzia delle Entrate: tutti, insomma, tranne il soggetto che non ha (mai) pagato, né (mai) contestato quanto gli viene chiesto;
– a chiederVi come mai alcuni debiti chiaramente ancora esistenti, non vengano portati alla Vostra attenzione, mentre invece, si continua a sostenere che esistano a carico del Pegna solo e soltanto n. 4 cartelle esattoriali per un importo di poco più di 3.000 euro.
A Vostra tutela, infine, Vi invito a pretendere anche un parere dell’Ufficio Legale/Affari generali del comune, in modo tale che – anche dal punto di vista giuridico – tutti quanti Voi siate messi nelle condizioni di votare in piena scienza e coscienza

Vincenzino Ruberto