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Lamezia, siglato al Comune il Patto locale per la lettura

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Nella Giornata mondiale del libro e della lettura siglato a Lamezia il Patto locale per la lettura

LAMEZIA. Nella tarda mattinata di oggi l’amministrazione comunale, rappresentata dai commissari straordinari, di concerto con il Sistema Bibliotecario Lametino, rappresentato dal direttore Giacinto Gaetano e dalle volontarie del servizio civile, ha stipulato il Patto locale per la lettura di Lamezia Terme.

Il Patto diventa per la città della Piana uno strumento volto alla promozione del libro e della lettura quale risorsa strategica su cui investire e un valore sociale da sostenere attraverso un’azione coordinata e congiunta a livello locale.

Tanti i rappresentanti degli istituti comprensivi e dei licei, delle associazioni, delle librerie del comprensorio presenti alla sottoscrizione del Patto di oggi e che rappresentano buona parte del fermento culturale che negli ultimi anni sta caratterizzando positivamente la città.

Un impegno preso da tutti e teso a creare una rete territoriale che comprenda tutte le professionalità della filiera del libro. Un accordo che ha lo scopo di mettere insieme enti pubblici ed enti privati per un lavoro di sinergia che diffonda il piacere della lettura.

Maria Grazia Colosimo, presidente del Sistema Bibliotecario Lametino e componente della terna commissariale, ricorda che obiettivo del Patto è la creazione di stimoli che possano avvicinare alla lettura chi normalmente tende a non leggere. Nonostante Lamezia risulti essere una delle città in cui si legge di più, questo non basta a risollevare le sorti di una Calabria che, secondo alcune statistiche, risulta essere all’ultimo posto tra le regioni nelle quali si legge di meno.

“Purtroppo – dice la Colosimo – è un primato che dobbiamo cercare di eliminare e fare in modo di spiegare al pubblico che la lettura è un atto di libertà. Leggere vuol dire far lavorare la fantasia, vuol dire andare in altri luoghi, vivere altre vite, fare viaggi meravigliosi pur restando seduti sulla propria poltrona. Fa bene sia alla mente che all’anima”.

Per questo è necessario coinvolgere il più alto numero possibile di persone, per rendere la lettura un’abitudine sociale diffusa per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza.

“Volevamo – afferma il commissario Alecci – che questo atto di sottoscrizione fosse la proiezione fisica di una determinazione razionale e della piena adesione che abbiamo dato. Come commissione straordinaria il nostro desiderio non è di creare limiti alle capacità di espressione della comunità di Lamezia Terme, non avrebbe senso e saremmo dei folli”.

Lamezia città che legge

Il commissario Colosimo ha inoltre colto l’occasione per annunciare che anche per l’anno 2018/19 si è riproposta la partecipazione della città all’avviso pubblico per il riconoscimento di Città che legge. Già nel 2017 Lamezia Terme ha ottenuto il riconoscimento del CEPELL (Centro per il libro e la lettura –  istituto culturale del MIBACT) quale Città che legge a seguito di una procedura di selezione tra i Comuni italiani.  Tre erano in particolare i requisiti di base per poter accedere al riconoscimento:

  • che la città avesse una biblioteca comunale aperta al pubblico e attrezzata;
  • che ci fosse un Sistema Bibliotecario che coordinasse le attività degli enti pubblici;
  • che nella città si svolgesse un festival letterario di rilievo nazionale.

Lamezia ha soddisfatto tali requisiti e ottenuto il riconoscimento al seguito del quale oggi si è impegnata a promuovere e stipulare il Patto locale per la lettura, iscrivendosi così come unica realtà regionale in cui tale sottoscrizione è avvenuta.

World Book Day

Per la promozione del Patto locale per la lettura non è stata scelta una data a caso. Oggi, 23 aprile, è il giorno che l’Unesco, dal 1995, ha stabilito quale Giornata mondiale del libro e della lettura poiché nel medesimo giorno morirono l’illustre scrittore spagnolo Miguel de Cervantes e il grande William Shakespeare.

Per il World Book Day il Sistema Bibliotecario Lametino ha ripreso l’ormai nota tradizione catalana che ogni anno, il 23 aprile, festeggia Sant Jordi (San Giorgio) patrono della Catalogna. L’usanza del giorno di San Giorgio vuole che la donna regali un libro al suo uomo ricevendone in cambio una rosa, per l’occasione infatti molte strade e piazze della regione si riempiono di bancarelle di libri e di rose per il celebre scambio.

Nel rievocare questa consuetudine, durante il pomeriggio di oggi nel Chiostro Caffè Letterario, il Sistema Bibliotecario invita tutti i cittadini a donare un libro alla biblioteca pubblica per avere in cambio una rosa.

Valentina Dattilo