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Lamezia. Sindaco e consiglieri ritirano la richiesta di sospensiva inoltrata al Consiglio di Stato

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sala napolitano

LAMEZIA. Il sindaco Paolo Mascaro e i consiglieri comunali eletti alle amministrative del 2019 ritirano l’istanza di sospensiva avanzata al Consiglio di Stato, in relazione al pronunciamento del Tar del dicembre scorso

Come si ricorderà i giudici amministrativi hanno sospeso dall’incarico il primo cittadino e e il civico consesso in seguito al ricorso degli ex candidati a sindaco Silvio Zizza e Massimo Cristiano. I due aspiranti alla carica di sindaco avevano lamentato anomalie e irregolarità durante la consultazione elettorale e nel corso dello scrutinio.

Il tribunale di Lamezia e la prefettura di Catanzaro hanno accertato l’esistenze delle irregolarità paventate e il Tar le ha confermate.

Tuttavia Mascaro, il presidente del consiglio comunale Pino Zaffina e i componenti dell’assemblea cittadina avevano chiesto di sospendere la decisione del Tar al fine di essere reintegrati e di poter quindi rientrare a palazzo municipale per continuare l’ amministrazione della cosa pubblica.

C’è da dire anche che, il 23 febbraio scorso, sempre il Consiglio di Stato aveva rigettato la richiesta avanzata dal sindaco e dal consiglio comunale sospesi dal Tar, di anticipare il reintegro.

Ora, dopo il ritiro della sospensiva, per sapere quale sorte avranno gli eletti delle comunali 2019 si dovrà attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato fissato per il 28 maggio prossimo.

Per quella data l’organo costituzionale dovrà decidere se accogliere o meno il ricorso avanzato da Zizza che ha chiesto l’annullamento in toto del voto delle amministrative 2019 e non solo di 4 sezioni, così come deciso dal Tar nel dicembre scorso.

La sentenza dei giudici amministrativi ha infatti annullato l’esito delle urne nelle sezioni 2,44,73 e 78.

E, inoltre ha stralciato il verbale di elezione di sindaco e consiglieri determinando il commissariamento dell’ente comunale che continuerà, dunque, ad essere amministrato dai commissari prefettizi. Red.