L’apocalisse di Hitchcock torna al cinema

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Ad oltre cinquant’anni dalla sua prima uscita, Gli Uccelli, il cinquantesimo film del maestro indiscusso del brivido Alfred Hitchcock, torna in sala in versione restaurata.

The Birds (1963, basato su un racconto di Daphne Du Maurier) è la storia più semplice ma allo stesso tempo più complessa che un regista abbia raccontato sullo schermo. Ritenuto fino a qualche tempo fa dalla critica uno dei film minori di Hitchcock, è invece un capolavoro inquietante dalla visione apocalittica e psicanalitica travolgente.

Hitchcock era un immenso autore che indagava nell’animo umano, ne svelava le debolezze, ne evidenziava l’oscurità, era un grande costruttore di suspense.

Gli Uccelli parte infatti come thriller fantastico; ma ha il finale più disturbante dell’intera produzione del regista: un finale sospeso, che lascia lo spettatore nell’incertezza che lo ha tormentato per tutto il film. L’attacco degli uccelli nel tranquillo paesino di Bodega Bay può essere letto come metafora religiosa, sociale, psicologica, politica, ecologica; Curato fin nei minimi dettagli: 370 trucchi di ripresa, tre anni di preparativi, numerose innovazioni tecniche e una “colonna sonora” straniante e angosciosa costruita su rumori e strida di uccelli veri, ammaestrati e meccanici.

Anche i personaggi sono come gli uccelli, apparentemente sereni fino a far emergere la realtà più inquietante: il loro carattere e la loro anima. Ed è proprio Francois Truffaut che ci spiega nel suo libro “Il Cinema Secondo Hitchcock” il nucleo più intimo dei personaggi e quindi di quest’autore straordinario, ancora oggi sempre attualissimo, che è Hitchcock; “un uomo vulnerabile, sensibile, emotivo, che sente profondamente, fisicamente, le sensazioni che cerca di comunicare al suo pubblico”.

Secondo Truffaut, Hitchcock avrebbe realizzato tutti i suoi film per tutelarsi da se stesso e dagli altri, per esorcizzare lo sgomento, la paura che la presenza dei suoi simili gli procurava continuamente. Il bisogno di difendersi dagli attori, dai produttori, dai tecnici, dalle star, dai vicini di casa, dal pubblico e in generale dal prossimo che lo avrebbe indotto a scegliere la strada del cinema del brivido. Per infliggere agli altri la paura cui si sente esposto egli stesso.

Hitchcock ha costruito gli ingranaggi delle storie che aveva scelto di raccontare a sé stesso mentre le stava raccontando anche a noi rendendo più intenso il cinema, approfondendo e ricreando le leggi della settima arte.

Valentina Arichetta

Riflessioni e materiale di Storia del Cinema sono stati forniti da Gianlorenzo Franzì

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