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Lega: Gratteri deve essere tutelato e sostenuto

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Le dichiarazioni del Commissario regionale Lega, Giacomo Francesco Saccomanno, dopo la notizia rivelata da un pentito sulla volontà di uccidere il figlio di Gratteri

Comunicato stampa

La notizia rivelata da un pentito e riportata da “il Fatto Quotidiano” sulla volontà di uccidere il figlio di Gratteri e bloccargli la nomina a ministro” è una vicenda molto grave.

Da una parte, emerge la determinazione della criminalità organizzata a cercare in tutti i modi di bloccare le azioni penetranti del procuratore di Catanzaro, e, dall’altra, di come sia temuto in tutti gli ambienti, tanto che si rincorrono le voci sulle ragioni della sua non nomina a ministro.

Sta di fatto che il vigore dell’azione investigativa di Nicola Gratteri spaventa tanti e, forse, oggi, maggiormente coloro che vivono nella zona grigia e che potrebbero essere raggiunti dai provvedimenti restrittivi richiesti dalla DDA.

Indipendentemente da come poi si risolvono i processi penali, emerge, però, uno spaccato inquietante e pericolosissimo di come la cosa pubblica sia pesantemente condizionata dalle lobby affaristiche e di come, in tale contesto, si inserisce anche il potere mafioso. Ma, al centro di tale sistema esistono i cosiddetti “colletti bianchi”: coloro i quali predicano la legalità e, invece, sono legati a questi sistemi di profonda mafiosità.

L’unico ad aver avuto il coraggio di andare più a fondo e scrutinare tali ambienti è stato Nicola Gratteri che ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo per la sua libertà e quella della sua famiglia.

Sappiamo benissimo di quante persone, mafiose e non, vorrebbero far saltare il procuratore di Catanzaro, ma la gente perbene e la politica sana deve fare barriera e sostenere, senza se e senza ma, la battaglia portata avanti, con coraggio, da quest’uomo che può avere tanti difetti, ma parla chiaro ed agisce con determinazione e nell’interesse della comunità.

La Lega è accanto a Nicola Gratteri ed a tutti i magistrati che lavorano con serietà, onestà e nell’interesse delle istituzioni a tutela dei diritti calpestati da criminali che oggi si presentano anche in giacca e cravatta.