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Lettera aperta del dottor Cesare Perri ad Amalia Bruni

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Amalia Bruni
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Cesare Perri, già Direttore del Dipartimento di salute mentale, diretta ad Amalia Bruni

Cara Amalia, finalmente i dirigenti del PD che, come tu ben sai ma non puoi rivelarlo, soffrono di Alzheimer presenile, hanno scelto chi si può prendere cura di loro stessi anche se per le demenze e l’autoreferenzialità si è ancora alla ricerca del vaccino. Si può dunque dire che, dopo tanti capitani di ventura miseramente scomparsi tra i flutti o che non hanno mai ammarrato, tu sei la predestinata per raggiungere l’approdo di un serio governo clinico della regione, altri vascelli permettendolo.
Ti conosco bene per aver collaborato con te al Centro di neurogenetica per 7 anni, (è reciproca la stima e l’amicizia), e so quanto sei caparbia e infaticabile quanto onesta. Di questi tempi è già tanto anche se tra la scienza e la politica il riferimento non può che essere il mare, non quello che unisce ma che separa.
Hai già enunciato una bozza di programma ma, come tutte le promesse elettorali, comprende l’intero scibile del fare, quindi, al di là della tua credibilità personale, non sarà applicabile in questa regione dove tanti saranno gli ominicchi intorno a te e ognuno con il suo variopinto triremi e un equipaggio da sfamare.
Naturalmente per la tua storia starai molto attenta alla sanità che in Calabria non è quella della occasionale ricerca ma dei livelli essenziali di assistenza elusi in ospedale come sul ‘territorio’.
In questa direzione mi permetto di darti un umile consiglio: impegnati in maniera prioritaria per l’organizzazione di una rete capillare di servizi per l’assistenza domiciliare e semiresidenziale a favore delle centinaia di migliaia di persone fragili e di fatto abbandonate ma anche per combattere al meglio l’epidemia, Fallo divenire il tuo ‘slogan’ ma sii consapevole che, come per avvenne per Doris Lo Moro, nella prima notte senza luna e senza corrente elettrica le lobby dell’assistenza privata tenteranno di affondarti.
Riflettiamo poi fin d’ora sulla realizzazione (che vanamente proposi) di un Centro Regionale per la Riabilitazione post acuzie del Covid (nei casi gravi e non solo, permangono numerose menomazioni broncopolmonari, neurologiche e quasi sempre psichiche rientranti nella sindrome post traumatiche da stress) possibilmente a Lamezia dove dovrai cercare un consenso massiccio e ciò non per mero campanilismo ma per utilizzare le numerose risorse strutturali che, presenti in questa comprensorio, andrebbero messe a disposizione dell’intera regione.
Affettuosamente
Cesare Perri
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