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Lettera a Francesco Alfonsi, segretario nazionale della federazione TA-UGL

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Francesco Alfonsi UGL trasporto aereo

Caro segretario, mi congratulo con te, a nome di molti Alitalia ed ex-Alitalia, per la tua presa di posizione a tutela della società di navigazione aerea e, mi si consenta il passaggio, continuo a considerarla come la Compagnia di Bandiera, che ha rappresentato i valori e il progresso aereo dell’Italia nel mondo

Comunicato Stampa

E’ un marchio nostro, un marchio che va contrapposto allo sfruttamento e strapotere dei sistemi di produzione, smercio e consumo straniero, del resto nessuna meraviglia, noi italiani siamo sempre stati, almeno in parte, sedotti dall’esterofilia, sia nei termini linguistici che nel modo corrente di vivere ed esprimersi, cancellando la nostra lingua e le nostre fondamenta.

L’Alitalia, a suo tempo, gestiva il traffico aereo e le concessioni in formula di monopolio, errore madornale che non consentiva la concorrenzialità, l’avvento dell’eurovolo e l’abbattimento delle frontiere hanno modificato le scelte attuando un pluralismo di vettori che doveva essere basato sulle offerte migliorative e sulla qualità del servizio, non certamente sul ribasso costi biglietti. Purtroppo, nell’Italia di oggi, le norme e le regole sono solo degli optional inseribili quando e come fa comodo.

Sul trasporto aereo ci sarebbe molto da dire a cominciare dall’incapacità di trovare dei tecnici “non politici” che sappiano realmente cosa significa e cosa rappresenta il mezzo aereo.

Scusami, ma parliamo un attimo della Calabria aerea, la regione piange la mancanza cronica di gente che capisca di volo, la società a gestione unica che non si raccapezza di come e cosa fare per tre aeroporti, “reclutati” e “ricevuti” per grazia ENAC, saltella cercando soluzioni locali, creando bandi di concorsi e graduatorie con il sospetto che servano solo a favorire qualcuno, senza, per altro, recuperare il capitale professionale e lavorativo esistente preparato in materia,ma dimenticato dopo il crollo delle due società fallite.

Del resto, inopinatamente, senza una spiegazione accattabile, anni fa, Alitalia ha cancellato il collegamento diretto Lamezia – Bologna – Lamezia, rinunciando anche ad altre tratte, uno dei tanti errori della compagnia, lasciando campo libero alla Ryanair.

Un volo che operava giornalmente con circa il 50 -70% di passeggeri, inaccettabile la sua messa in pensione. Guardando poi altre situazioni regionali, l’Alitalia è presente con collegamenti aerei gestiti del suo personale, impiegati, operai e tecnici, solo su Reggio Calabria e solo per un paio di voli giornalieri.

Ha abbandonato Crotone aeroporto considerato di utilità sociale e turistica con gli sgravi fiscali sugli oneri di servizio, ha ceduto l’intero scalo di Lamezia, compresi gli impiegati, alla società di gestione.

In questi ultimi anni, non abbiamo capito la politica Alitalia, comunque e nonostante tutto, ancora oggi, è vista di buon occhio dall’utenza locale.

Il prestito previsto dallo Stato non servirà a niente se la compagnia non cambia la sua testa di vertice,potrebbe essere interessante un autogestione o una compartecipazione da parte dei dipendenti, proposta effettuata nel passato ma lasciata cadere.

Dovrebbe rivedere determinati rapporti interni in  materia di concessioni e di biglietti scontati al 50% con diritto a prenotazione, per il personale; che rappresentano un rispettabile introito. Sprechi, tagli, investimenti inutili (tre sedi sociali due a Fiumicino e una a Roma, per L.A.I. e C.A.I.,) possono essere appianati e cancellati, ma la società deve avere la volontà a tornare vincente, anche attraverso alcune rinunce, in linea con gli altri marchi mondiali del trasporto aereo, altrimenti i prestiti di Stato sono solo un gettare denaro in una fornace senza fondo.

Anche l’acquisto parziale da parte di altre compagnie e’, in pratica, uno sfruttare il momento difficile, un ricatto, sapendo che l’Alitalia è con l’acqua alla gola disposta a tutto.

Se l’ILVA di Taranto è un rischio per circa 10 mila lavoratori, più quelli che operano nell’indotto per la produzione dell’acciaio oltre ad essere un grave danno per tutta siderurgia internazionale, la fine della ex-compagnia di bandiera significherebbe la perdita di un enorme nucleo di elementi che fanno la storia del settore, la cui professionalità è indiscutibile.

Gianfranco Turino

UGL Trasporto Aereo Calabria