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Lettera di una infermiera: ci avete definito “eroi” e ora ci mandate a casa

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Lettera di un’infermiera di un reparto Covid 19 in Calabria

Di seguito le parole di quelle persone che sono state definite “Eroi”, che sono state premiate, ma che al 31 luglio 2021, per ringraziarle di aver rischiato la vita, vengono mandate a casa senza lavoro.

Questa è la lettera che ricevo, perché una domenica non sempre vuol dire riposo e festività, c’è chi lavora, spera e soffre.

Di questo la politica ciarliera e delle false promesse deve tener conto, soprattutto adesso che in Calabria continua a chiedere voti e a dimenticare cosa ha fatto per portarci allo stremo.

Adesso che non ricorda se non per gli slogan, i reali bisogni dei cittadini.

In questo caso, ancora tutto tace sul futuro degli infermieri che hanno avuto un contratto a tempo determinato e che hanno lavorato soprattutto per i malati di Coronavirus in Calabria.

Un contratto che scade il 31 luglio e che se non verrà rinnovato e magari passato a tempo indeterminato, non solo manderà a casa persone che hanno bisogno di lavorare ma che ancora una volta priverà i nostri ospedali di personale estremamente necessario.

Di seguito la lettera:

Caro …. Sono l’infermiera che oggi, domenica 18 luglio 2021, si prenderà cura di lei dalle 14:00 alle 21:00. Le svelo un segreto: “E’ lei a prendersi cura di me!”. Vederla in questo letto, a lottare per la vita, mi fa sentire fortunatissima. Oggi é il mio ultimo (forse) giorno di lavoro. Poi andró in ferie forzate fino a fine mese perché devo “consumarle” entro il 31 luglio 2021 (giorno in cui scade il mio ennesimo contratto). Domani é il mio compleanno, compio 33 anni! Mi sento fortunata nonostante io alla mia età non possa fare grossi progetti. Eh già, per fare progetti ci vuole anche una stabilità economica, cosa che molti giovani, come me, purtroppo non hanno! Pensi che ho comprato una macchina, per poter essere autonoma e recarmi a lavoro, grazie a mia mamma che mi ha potuto fare da garante! Se voglio una famiglia? Mmm, si, la vorrei. Ma per mettere su famiglia e magari avere un figlio non ci si può improvvisare. Molti lo fanno e li stimo, ma stare costantemente con il patema d’animo della scadenza contratto non ti spinge a proiettarti al futuro, ma piuttosto, a vivere alla giornata! Sono adulta anch’io e mi dispiace che altri “adulti” pensino che i giovani di oggi siano “scapestrati” e senza progetti. Devono chiedersi, invece, se abbiamo gli strumenti e le opportunità che dovremmo avere! Grazie ancora signor…..oggi mi ha insegnato a non piangermi addosso e a continuare a lottare affinché la Costituzione venga applicata! Le sono grata, 

L’infermiera di cui non puó vedere il volto.

Grazie a lei per aver scritto con così tanto rispetto per i malati, per tutti noi e per il lavoro che svolge.

Nadia Donato

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